* Dr34m1ng.it * Controinformazione, societa', liberta' della rete e altre pippe mentali.

29giu/100

Volevo

Volevo scrivere ma non ce l'ho fatta,
credevo da piccolo che il paradiso fosse un posto figo, ma anche Dante dava il meglio nell'inferno.

Volevo credere ma non ce l'ho fatta,
Gesù cristo, Marx, Obama, Lenin, Orwell, dalla teoria alla pratica nessuno è risorto.

Volevo vedere ma non ce l'ho fatta,
mi manca il coraggio, la compagnia ed i soldi.

Volevo ascoltare ma non ce l'ho fatta,
quando pensi di essere una buona spalla, in realtà, sei messo peggio di tutti gli altri.

Volevo giocare ma non ce l'ho fatta,
i piedi quadrati, le carte non mi sorridono, sono troppo onesto e mi impegno solo quando sono sicuro di non avere possibilità di vincere.

Volevo crescere ma non ce l'ho fatta,
troppo brutto il mondo degli adulti, le favole per bambini ti mettono sulle cattiva strada.

Volevo far finta di essere figo ma non ce l'ho fatta,
poi ti ci abitui troppo e rischi di diventarlo sul serio.

Volevo essere impegnato ma non ce l'ho fatta.
Alla fine ti tocca sempre scendere a compromessi per allargare il consenso.

Volevo vivere, ma non ce l'ho fatta, sono costretto a trascinarmi come tutti voi....

16mar/100

17 minuti


Io se fossi Dio
(e io potrei anche esserlo, sennò non vedo chi!)
Io se fossi Dio,
non mi farei fregare dai modi furbetti della gente:
non sarei mica un dilettante!
Sarei sempre presente.
Sarei davvero in ogni luogo a spiare
o, meglio ancora, a criticare, appunto...
cosa fa la gente.

Per esempio il piccolo borghese, com'è noioso!
Non commette mai peccati grossi!
Non è mai intensamente peccaminoso!
Del resto, poverino, è troppo misero e meschino
e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sweda
lui pensa che l'errore piccolino non lo conti o non lo veda.

Per questo io se fossi Dio,
preferirei il secolo passato,
se fossi Dio rimpiangerei il furore antico,
dove si odiava, e poi si amava,
e si ammazzava il nemico!

Ma io non sono ancora nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli.

Io se fossi Dio,
non sarei così coglione
a credere solo ai palpiti del cuore
o solo agli alambicchi della ragione.
Io se fossi Dio,
sarei sicuramente molto intero e molto distaccato
come dovreste essere voi!

Io se fossi Dio,
non sarei mica stato a risparmiare:
avrei fatto un uomo migliore.
Sì vabbe', lo ammetto
non mi è venuto tanto bene,
ed è per questo, per predicare il giusto,
che io ogni tanto mando giù qualcuno,
ma poi alla gente piace interpretare
e fa ancora più casino!

Io se fossi Dio,
non avrei fatto gli errori di mio figlio
e sull'amore e sulla carità
mi sarei spiegato un po' meglio!
Infatti non è mica normale che un comune mortale
per le cazzate tipo compassione e fame in India,
c'ha tanto amore di riserva che neanche se lo sogna!
Che viene da dire:
Ma dopo come fa a essere così carogna?

Io se fossi Dio
non sarei ridotto come voi
e se lo fossi io certo morirei
per qualcosa di importante!
Purtroppo l'occasione di morire simpaticamente
non capita sempre
e anche l'avventuriero più spinto
muore dove gli può capitare
e neanche tanto convinto.

Io se fossi Dio
farei quello che voglio,
non sarei certo permissivo,
bastonerei mio figlio,
sarei severo e giusto,
stramaledirei gli inglesi come mi fu chiesto,
e se potessi
anche gli africanisti e l'Asia e poi gli Americani e i Russi;
bastonerei la militanza come la misticanza
e prenderei a schiaffi
i volteriani, i ladri, gli stupidi e i bigotti:
perché Dio è violento!
E gli schiaffi di Dio
appiccicano al muro tutti!

Ma io non sono ancora nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli...

Finora abbiamo scherzato,
ma va a finire che uno prima o poi ci piglia gusto
e con la scusa di Dio
tira fuori tutto quello che gli sembra giusto.

E a te ragazza che mi dici che non è vero
che il piccolo borghese è solo un po' coglione,
che quell'uomo è proprio un delinquente, un mascalzone,
un porco in tutti i sensi, una canaglia
e che ha tentato pure di violentare sua figlia...
Io come Dio inventato, come Dio fittizio,
prendo coraggio e sparo il mio giudizio
e dico: Speriamo che a tuo padre
gli sparino nel culo cara figlia!
così per i giornali diventa un bravo padre di famiglia.

Io se fossi Dio,
maledirei davvero i giornalisti e specialmente... tutti.
Che certamente non son brave persone
e dove cogli, cogli sempre bene.
Compagni giornalisti, avete troppa sete
e non sapete approfittare delle libertà che avete:
avete ancora la libertà di pensare,
ma quello non lo fate
e in cambio pretendete la libertà di scrivere,
e di fotografare.

Immagini geniali e interessanti,
di presidenti solidali e di mamme piangenti.
E in questa Italia piena di sgomento
come siete coraggiosi, voi che vi buttate
senza tremare un momento!
Cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti,
e si direbbe proprio compiaciuti!
Voi vi buttate sul disastro umano
col gusto della lacrima in primo piano!

Sì vabbe', lo ammetto:
la scomparsa dei fogli e della stampa
sarebbe forse una follia...
ma io se fossi Dio
di fronte a tanta deficienza
non avrei certo la superstizione della democrazia!

Ma io non sono ancora del regno dei cieli,
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli...

Io se fossi Dio
naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente:
nel regno dei cieli non vorrei ministri
e gente di partito tra le palle,
perché la politica è schifosa e fa male alla pelle!
E tutti quelli che fanno questo gioco,
che poi è un gioco di forze, ributtante e contagioso
come la lebbra e il tifo...
E tutti quelli che fanno questo gioco
c'hanno certe facce che a vederle fanno schifo,
che siano untuosi democristiani
o grigi compagni del piccì.
Sono nati proprio brutti o, per lo meno, tutti
finiscono così.

Io se fossi Dio,
dall'alto del mio trono
vedrei che la politica è un mestiere come un altro
e vorrei dire, mi pare a Platone,
che il politico è sempre meno filosofo
e sempre più coglione;
è un uomo tutto tondo
che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo,
che scivola sulle parole
anche quando non sembra... o non lo vuole.

Compagno radicale,
la parola "compagno" non so chi te l'ha data,
ma in fondo ti sta bene,
tanto ormai è squalificata.
Compagno radicale,
cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino
ti muovi proprio bene in questo gran casino
e mentre da una parte si spara un po' a casaccio
e dall'altra si riempiono le galere
di gente che non c'entra un cazzo...
Compagno radicale,
tu occupati pure di diritti civili e di idiozia
che fa democrazia
e preparaci pure un altro referendum
questa volta per sapere
dov'è che i cani devono pisciare!

Compagni socialisti,
ma sì anche voi insinuanti, astuti e tondi!
Compagni socialisti,
con le vostre spensierate alleanze
di destra, di sinistra, di centro,
coi vostri uomini aggiornati,
nuovi di fuori e vecchi di dentro!...
Compagni socialisti fatevi avanti
che questo è l'anno del garofano rosso e dei soli nascenti!
Fatevi avanti col mito del progresso
e con la vostra schifosa ambiguità!
Ringraziate la dilagante imbecillità!

Ma io non sono ancora nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli...

Io se fossi Dio,
non avrei proprio più pazienza,
inventerei di nuovo una morale
e farei suonare le trombe per il Giudizio universale!
Voi mi direte perché è così parziale
il mio personalissimo Giudizio universale:
perché non suonano le mie trombe
per gli attentati, i rapimenti, i giovani drogati
e per le bombe.
Perché non è comparsa ancora l'altra faccia della medaglia.

Io come Dio, non è che non ne ho voglia.
Io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili
o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili!
Ma come uomo, come sono e fui,
ho parlato di noi, comuni mortali:
quegli altri non li capisco, mi spavento,
non mi sembrano uguali.
Di loro posso dire solamente
che dalle masse sono riusciti ad ottenere
lo stupido pietismo per il carabiniere.
Di loro posso dire solamente
che mi hanno tolto il gusto
di essere incazzato personalmente.
Io come uomo posso dire solo ciò che sento,
cioè solo l'immagine del grande smarrimento.

Però se fossi Dio
sarei anche invulnerabile e perfetto,
allora non avrei paura affatto,
così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria,
che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia!

Ecco la differenza che c'è tra noi e "gli innominabili":
di noi posso parlare perché so chi siamo
e forse facciamo più schifo che spavento.
Ma di fronte al terrorismo o a chi si uccide c'è solo lo sgomento.

Ma io se fossi Dio,
non mi farei fregare da questo sgomento
e nei confronti dei politici
sarei severo come all'inizio,
perché a Dio i martiri
non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.
E se al mio Dio che ancora si accalora,
gli fa rabbia chi spara,
gli fa anche rabbia il fatto
che un politicante qualunque
se gli ha sparato un brigatista,
diventa l'unico statista!

Io se fossi Dio,
quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire
che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
è il responsabile maggiore di trent'anni di cancrena italiana.

Io se fossi Dio,
un Dio incosciente enormemente saggio,
avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
quella faccia che era!

Ma in fondo tutto questo è stupido perché, logicamente...
io se fossi Dio,
la terra la vedrei piuttosto da lontano
e forse non ce la farei ad accalorarmi in questo scontro quotidiano.
Io se fossi Dio,
non mi interesserei di odio o di vendetta e neanche di perdono
perché la lontananza è l'unica vendetta
è l'unico perdono!

E allora va a finire che se fossi Dio,
io mi ritirerei in campagna
come ho fatto io...

23feb/100

Un paese per vecchi

La speranza di un cambiamento è sempre rivolta verso le nuove generazioni, sostanzialmente per due motivi.

  • I giovani hanno una marcia in più, da qualunque punto si voglia guardare la cosa: forza fisica, scaltrezza di pensiero, memoria, capacità di analisi, bellezza, salute, agilità, elasticità mentale, pochi preconcetti fissi (ancora).
  • Il secondo motivo è più semplice: i giovani non sono ancora assuefatti al sistema, che gli viene proposto. Hanno ancora quel barlume di onestà intellettuale per criticare il sistema nel quale vengo proiettati fin dalla nascita.

Un cucciolo di una specie, dalla nascita venie inserito in un meccanismo ben oliato. Ci sono alcune situazioni predisposte all'accettazione, alcuni contesti preposti a diventare le basi per la futura obbedienza. Le stesse leggi che altri hanno scelto molto prima della nascita del cucciolo. Questo succede in particolare nelle specie animali non dotate di raziocinio. Difatti nelle specie animali esclusivamente dotate di istinto, l'evoluzione sociologica è quasi nulla, e del tutto casuale.

Nell'uomo, animale dotato (teoricamente) di raziocinio sono esclusivamente le nuove generazioni che attuano o immaginano un cambiamento. Subito dopo la prima infanzia, che serve esclusivamente a "capire" il proprio corpo, i bisogni primari e come essi possono essere soddisfatti, arriva l'infanzia vera e propria, dove l'animale uomo scopre il mondo che lo circonda, lo esplora con molta curiosità e fa sue le leggi fondamentali che lo governano.

Nonostante il pesante bombardamento socio-mediatico fin dall'infanzia, c'è sempre un età, spesso quella adolescenziale, di "strappo" con le vecchie generazioni e con il sistema in auge. Praticamente nello sviluppo dell'animale uomo, appena c'è la possibilità di una minima critica razionale a quello che vogliono farci credere, al famoso pensiero unico, ci si butta a capofitto, alcune volte senza capire il perché dello strappo, ma si desidera solo che lo strappo ci sia. Ecco è proprio per questa rottura che tutti riponiamo nei giovani le speranze di un cambiamento.

Fosse cosi facile...

Il problema è che l'intera organizzazione socio-politica è in mano ai vecchi (e come vecchi intendo dai quaranta in su). Tutto è predisposto per il mantenimento del potere e la salvaguardia dei vecchi schemi e preconcetti. OVUNQUE. Scienza, religione, filosofia, economia, politica, società. OVUNQUE. Temono tutti il cambiamento, anche quello minimo. Non vengano affidati compiti con nessun grado di potere (o comunque minimo) perché tutto è incentrato al mantenimento della stabilità! Quando hai superato i quaranta (ma anche prima), non ti importa più di chiederti se è giusto o sbagliato, ti importa di finire la tua vita con il minimo sforzo e il maggior profitto. Cosi al lavoro non rispondi al tuo capo, a casa non rispondi a tua moglie, a tuo figlio non rispondi perché non ci parli proprio, non ti poni domande, non provi a discutere, non cambi una virgola se ti senti abbastanza sicuro. Smetti di essere un animale dotato di raziocinio e diventi un automa che l'unica domanda che si pone è: "elimineranno la tettona dal grande fratello?". Una volta si diceva di non fidarsi di chiunque abbia più di trentanni.. Il problema sorge dopo... una volta arrivato ai trentanni che fai? Come ti direbbe la salumiera: "sono due etti, che faccio lascio?". Ecco la parola giusta è lascio. Mollo. Mi sistemo. Metto su famiglia. Apro un mutuo. Trovo un lavoro sicuro. Mi compro un suv. Mi prendo la parabola. Vado in crociera. Imito le pettinatura delle star. Mi compro le cinte per giovani per sembrare giovane. E dopo un po' arrivi ad un punto in cui non ti importa se il mondo va su o giu, gira o rimbalza.. ti importa solo di aver ricaricato la postepay per pagarti il pornazzo in pay-per-view.

Allora io ti dico caro quarantenne-cinquantenne, perchè non ti fai da parte? perchè visto che non te ne importa un cazzo di quello che fai, delle tue scelte, del futuro non solo di tuo figlio ma anche di quello del tuo vicino, del futuro del mondo, del tuo paese o anche solo della tua famiglia, perchè non te ne vai a fanculo?

Perchè non cedi il tuo posto ad un povero laureato con lode in biotecnologie che prende 87 centesimi ogni chiamata di almeno due minuti in uno squallido call-center?

Capisco che non vuoi perdere la priorità acquisita, ma almeno abbi un minimo di coerenza per dire: "io non c'è la faccio,lascio a chi ha più voglia e motivazione di me. Mi sono accorto troppo tardi di essere una pedina irrimediabilmente marcia come tante e non posso più dare il minimo contributo al mio scopo, qualunque esso sia."

Troppo utopico?

Certo! Quale barone universitario lascerebbe 5400 euro netti al mese ad uno dei tanti tutor-tirapiedi che sperano un che un giorno muoia? Quale politico lascerebbe il suo posto ad un giovane motivato? Nessuno, senò come fa a trovare i soldi per la coca e le puttane? Quale scienziato sarebbe in grado ad ammettere che il suo modello-dogma è completamente da riscrivere ed accoglierebbe i contributi delle tanti menti brillanti che sono costrette ad andarsene o fare altro? e potrei continuare per ore..

Se posso riassumere in una frase:

Non c'è più speranza quando, prima del cuore, si ferma il cervello.

Vedi anche:
Sul problema giovanile
Cosa voglio fare da grande?

7feb/101

Il naufragio

"Basta guardare a noi stessi. Tutto va all'indietro; tutto é sottosopra. I dottori distruggono la salute, gli avvocati distruggono la giustizia, le universitá distruggono la conoscenza, i governi distruggono la libertá, i grandi media distruggono l'informazione e le religioni distruggono la spiritualitá"
Michael Ellner

LA NAVE DEI FOLLI

di Ted Kaczynski  (più noto come Unabomber)

C'era una volta una nave comandata da un capitano e dai suoi secondi, cosi' vanitosi della loro abilita' di manovra, cosi' pieni di hybris e talmente imbevuti di se' da diventare folli. Fecero rotta verso nord, navigarono cosi' a lungo da incontrare iceberg e pezzi di banchisa, ma continuarono a navigare in quella direzione, in acque sempre piu' pericolose, al solo scopo di procurarsi occasioni per gesta marinare sempre piu' brillanti.

Mentre il battello raggiungeva latitudini via via piu' elevate, i passeggeri e l'equipaggio erano sempre meno a loro agio. Cominciarono a litigare e a lamentarsi delle loro condizioni di vita.

"Che il diavolo mi porti - sbotto' un marinaio di seconda classe - se questo non e' il peggior viaggio che abbia mai fatto. Il ponte e' lustro di ghiaccio.

Quando sono di vedetta, il vento trafigge la mia giacca come un coltello; ogni volta che faccio prendere una mano di terzaroli alla vela di trinchetto, ci vuol davvero poco per congelarmi le dita; e, per tutto questo, non guadagno che cinque miserabili scellini al mese!"

"Lei pensa di farsi fregare! - esclamo' una passeggera - Io non riesco a chiudere occhio la notte per il freddo. Su questa barca le donne non hanno tanto coperte quante ne hanno gli uomini. E questo non e' giusto!"

Fece coro un marinaio messicano: "Chingado! Io non guadagno che la meta' del salario di un marinaio anglosassone. Per resistere a questo clima occorre un abbondante nutrimento ed io non ho quel che mi spetterebbe; agli anglosassoni ne danno di piu'. E, quel che e' peggio, gli ufficiali mi danno sempre gli ordini in inglese invece di farlo in spagnolo."

"Io ho piu' ragione di lamentarmi di chiunque altro - salto' su un marinaio indiano - Se i visi pallidi non avessero rubato la terra dei miei avi, non mi sarei certo trovato su questa nave, qui, in mezzo agli iceberg e ai venti artici. Mi spetta un risarcimento. Come minimo, il capitano dovrebbe lasciarmi organizzare delle partite a dadi, per permettermi di fare un po' di soldi."

Il primo nostromo disse quanto aveva da dire, senza peli sulla lingua: "Ieri, il capitano in seconda mi ha trattato da finocchio perche' succhio cazzi. Ho il diritto di succhiare cazzi senza che per questo mi vengano dati dei soprannomi."

"Gli esseri umani non sono le sole creature maltrattate su questa imbarcazione. - proruppe con voce tremante di indignazione una passeggera amica degli animali - La scorsa settimana, ben due volte ho visto il secondo ufficiale prendere a calci il cane della nave!"

Uno dei passeggeri era professore universitario. Torcendosi le mani, esclamo': "Tutto questo e' orribile! E' immorale! E' razzismo, e' sessismo, e' specismo, e' omofobia e sfruttamento della classe operaia! E' discriminazione! Dobbiamo ottenere giustizia sociale: uguale salario per il marinaio messicano, salari piu' elevati per tutti i marinai, un risarcimento per l'indiano, lo stesso numero di coperte per le donne, il riconoscimento del diritto a succhiare cazzi e niente piu' calci al cane!"

"Si', si'!" strillarono i passeggeri.

"Si', si'!" strillo' l'equipaggio.

"C'e' discriminazione! Dobbiamo esigere i nostri diritti!"

Il mozzo si schiari' la gola:

"Hem. Avete tutti delle buone ragioni per lamentarvi. Ma penso che sarebbe molto piu' urgente virare di bordo e fare rotta verso sud, perche' se continuiamo ad andare a nord, prima o poi faremo certamente naufragio, e allora i vostri salari, le vostre coperte e il vostro diritto a succhiare cazzi non vi serviranno a niente, perche' annegheremo tutti."

Ma nessuno gli presto' la minima attenzione: non era che il mozzo.

Dal loro posto situato sul casseretto, il capitano e gli ufficiali avevano osservato e ascoltato la scena. Adesso sorridevano strizzandosi l'occhio, quindi, obbedendo ad un cenno del capitano, il terzo ufficiale scese dal casseretto. Si diresse con fare indifferente verso l'angolo dove erano riuniti i passeggeri e l'equipaggio e si apri' un varco tra loro. Assunse un'aria molto seria e parlo cosi':

"Noi, gli ufficiali, dobbiamo ammettere che su questa nave sono avvenute cose veramente inescusabili. Non avevamo capito fino a che punto la situazione fosse esecrabile finche' non abbiamo ascoltato le vostre lamentele. Noi siamo uomini di buona volonta' e intendiamo essere giusti con voi. Ma - bisogna pur dirlo - il capitano e' piuttosto conservatore ed abitudinario, e bisognerebbe forse sollecitarlo un pochino affinche' si decida ad operare importanti cambiamenti.

La mia personale opinione e' che se voi elevaste energiche proteste - ma sempre in modo pacifico e senza violare nessun articolo del regolamento di questa nave - scuotereste l'inerzia del capitano e lo costringereste a prendere in esame i problemi di cui vi lamentate con pieno diritto."

Dopo essersi cosi' espresso, fece ritorno al casseretto.

Appena andato via i passeggeri e l'equipaggio cominciarono ad ingiuriarlo: "Moderato! Riformista! Liberale ipocrita! Servo del capitano!"

Tuttavia fecero cio' che aveva loro consigliato.

Si raggrupparono in massa davanti al casseretto, urlando insulti agli ufficiali e rivendicando i propri diritti:

"Io pretendo un salario piu' alto e migliori condizioni di lavoro" esclamo' quello della seconda classe.

"Lo stesso numero di coperte degli uomini" continuo' la passeggera.

"Io voglio ricevere i miei ordini in spagnolo" disse il marinaio messicano.

"Io esigo il diritto di organizzare partite a dadi" proclamo' il marinaio indiano.

"Io pretendo di non essere trattato da finocchio" ribadi' il capomastro.

"Che non si diano piu' calci al cane" ammoni' l'amica degli animali.

"Rivoluzione subito!" strillo' il professore.

Il capitano e gli ufficiali si riunirono e confabularono per alcuni minuti facendosi l'occhiolino, cenni con la testa e sorrisi. Indi il capitano si fece avanti sul casseretto e, con notevole dimostrazione di benevolenza, annuncio' che il salario ai marinai della seconda classe sarebbe stato portato a sei scellini al mese, che quello del messicano sarebbe stato pari ai due terzi del salario di un marinaio anglosassone e che l'ordine di far prendere una mano di terzaroli alla vela di trinchetto gli sarebbe stato dato in spagnolo, che le passeggere avrebbero ricevuto una coperta supplementare, che sarebbe stato permesso al marinaio indiano di organizzare partite a dadi il sabato sera, che il capomastro non sarebbe stato piu' trattato da finocchio fino a quando avesse fatto i suoi pompini nella piu' stretta intimita', e che il cane non sarebbe piu' stato preso a calci, a meno che non avesse fatto qualcosa di veramente inaccettabile, come ad esempio rubare cibo in cucina.

I passeggeri e l'equipaggio celebrarono queste concessioni come una grande vittoria, ma il giorno dopo erano di nuovo scontenti.

"Sei scellini al mese e' un salario da miseria, e quando faccio prendere una mano di terzaroli alla vela di trinchetto mi gelo ancora le dita!" mugugnava quello della seconda classe.

"Io non ho ancora lo stesso salario degli anglosassoni ne' abbastanza da mangiare per questo clima" esclamo' il marinaio messicano.

"Noi, le donne, siamo sempre senza coperte sufficienti per stare al caldo" sbotto' la passeggera.

Tutti gli altri membri dell'equipaggio e i passeggeri formularono lamentele dello stesso genere, incoraggiati dal professore.

Quando ebbero terminato, il mozzo prese la parola, questa volta a voce piu' alta, in modo che gli altri non potessero piu' ignorarlo facilmente.

"E' veramente terribile che si prenda a calci il cane solamente perche' ha rubato un pezzo di pane in cucina, che le donne non abbiano le coperte che hanno gli uomini, che il marinaio della seconda classe si congeli le dita, e non capisco perche' il capomastro non possa succhiare cazzi se ne ha voglia.

Ma guardate come sono grossi adesso gli iceberg e come il vento soffia sempre piu' forte. Dobbiamo virare di bordo e fare rotta verso sud, perche' se continuiamo ad andare a nord faremo naufragio e annegheremo."

"Oh si' - esclamo' il capomastro - e' proprio terribile continuare verso nord. Ma perche' per succhiare cazzi dovrei restare confinato nei bagni? Perche' devo essere trattato da finocchio? Non valgo forse come chiunque altro?"

"Navigare verso nord e' terribile - incalzo' la passeggera -, ma non vedete che e' proprio questa la ragione per cui le donne hanno bisogno di piu' coperte per stare al caldo? Esigo lo stesso numero di coperte per le donne, immediatamente!"

"E' assolutamente vero - convenne il professore - che navigare verso nord ci costringe tutti ad una grande prova. Ma non sarebbe realista cambiare rotta per andare a sud. Non si puo' tornare indietro. Dobbiamo trovare un modo ragionevole per affrontare la situazione."

"Sentite - suggeri' il mozzo - se lasciamo quei quattro pazzi nel casseretto agire a modo loro, annegheremo tutti. Se mai riusciremo a mettere fuori pericolo la nave, allora potremo preoccuparci per le condizioni di lavoro, per le coperte alle donne e per il diritto a succhiare cazzi. Ma dobbiamo cominciare a virare di bordo. Se alcuni di noi si riunissero, elaborassero un piano e dessero prova di un po' di coraggio, potremmo salvarci. Non c'e' bisogno di essere numerosi, sei o otto basteranno. Potremmo attaccare il casseretto, scaraventare fuori bordo quei pazzi e girare il timone della nave verso sud."

Il professore storse il naso e disse con tono severo:

"Non credo alla violenza, e' immorale."

"Non e' mai etico utilizzare la violenza" fece eco il capomastro....

"La violenza mi terrorizza" rabbrividi' la passeggera.

Il capitano e gli altri ufficiali avevano osservato e ascoltato tutta la scena. A un cenno del capitano il terzo ufficiale scese sul ponte. Gironzolo' fra i passeggeri e l'equipaggio informandoli che permanevano diversi problemi sulla nave.

"Abbiamo fatto parecchi progressi - annuncio' - ma resta ancora molto da fare. Le condizioni di lavoro del personale della seconda classe restano dure, il messicano non ha ancora lo stesso salario degli anglosassoni, le donne non hanno ancora altrettante coperte degli uomini, le partite a dadi del sabato sera dell'indiano rappresentano un risarcimento irrisorio se paragonato alla perdita delle sue terre, non e' giusto che il capomastro debba restare nei bagni se vuole succhiare cazzi, e il cane continua di tanto in tanto a ricevere calci. Penso che il capitano abbia ancora bisogno d'essere sollecitato. Sarebbe utile che organizziate tutti un'altra manifestazione purche' rimanga non-violenta."

Appena fu tornato a poppa, i passeggeri e l'equipaggio gli lanciarono insulti, ma nondimeno fecero quel che aveva detto e si riunirono davanti al casseretto per un'altra manifestazione. Tuonarono, s'arrabbiarono, mostrarono i pugni e scagliarono perfino un uovo marcio contro il capitano (che lo evito' con maestria).

Dopo aver ascoltato le loro lamentele il capitano e gli ufficiali si riunirono per conferire, mentre continuavano a strizzarsi l'occhio e a farsi larghi sorrisi. Poi il capitano avanzo' sul casseretto e annuncio' che avrebbe dato guanti ai marinai della seconda classe per avere le dita al caldo, che il marinaio messicano avrebbe ricevuto un salario pari a tre quarti di quello degli anglosassoni, che le donne avrebbero ricevuto ancora un'altra coperta, che il marinaio indiano avrebbe potuto organizzare partite a dadi tutti i sabati e le domeniche sera, che si permetteva al capomastro di succhiare cazzi in pubblico dopo il calare della notte e che nessuno poteva prendere a calci il cane senza uno speciale permesso del capitano.

I passeggeri e l'equipaggio andarono in estasi di fronte a questa grande vittoria rivoluzionaria, ma l'indomani mattina erano di nuovo scontenti e cominciarono a brontolare sempre a proposito degli stessi problemi.

Questa volta il mozzo ando' in collera:

"Branco d'imbecilli - grido' -, non vedete cosa stanno per fare il capitano e gli ufficiali? Vi tengono occupata la mente con le vostre modeste rivendicazioni - le coperte, i salari, i calci al cane, ecc. - e cosi' non riflettete su cio' che davvero non va su questa nave: corre sempre piu' verso il nord e noi stiamo per affondare tutti. Se solo qualcuno di voi tornasse a ragionare, si riunisse e attaccasse il casseretto, potremmo virare di bordo e salvare le nostre vite. Invece non fate altro che frignare a proposito dei vostri piccoli problemi meschini, come le condizioni di lavoro, le partite a dadi e il diritto a succhiare cazzi."

Queste affermazioni fecero rivoltare i passeggeri e l'equipaggio.

"Meschino!? - esclamo' il messicano - Trovate ragionevole che io non riceva i tre quarti del salario di un marinaio anglosassone? E' forse meschino questo!?"

"Come potete definire irrisorie le mie lamentele? - strillo' il capomastro - Voi non sapete fino a che punto sia umiliante venir trattati da finocchio."

"Prendere a calci un cane non e' un "piccolo problema meschino"! - grido' l'amica degli animali -, e' un atto insensibile, crudele e brutale!"

"Va bene, d'accordo - rispose il mozzo -, questi problemi non sono ne' meschini, ne' irrisori. Prendere a calci un cane e' un atto crudele e brutale, e farsi trattare da finocchio e' umiliante. Ma paragonati al vostro vero problema - la nave che continua ad andare a nord - i vostri reclami sono minori e insignificanti, perche' se non viriamo di bordo, affonderemo tutti con la nave."

"Fascista!" invei' il professore.

"Controrivoluzionario!" grido' la passeggera.

E uno dopo l'altro, tutti i passeggeri e i membri dell'equipaggio fecero coro, trattando il mozzo da fascista e controrivoluzionario. Lo allontanarono e si misero a brontolare a proposito di salari, di coperte da dare alle donne, di diritto a succhiare cazzi e della maniera di trattare un cane.

La nave continuo' la sua rotta verso nord, e nel volgere di un istante venne stritolata fra due iceberg.

Annegarono tutti.

6feb/100

Karl Popper

Gli sbagli (del marxismo)...vennero coperti da una quantità enorme di menzogne...supportata dalla violenza e dall’esercizio brutale del potere...accettati come normale regola intellettuale dalla classe comunista russa...Questo universo di menzogne si è compattato in una specie di buco nero intellettuale...(che) possiede la sconfinata forza di inghiottire e distruggere tutto. Scomparve la differenza tra verità e menzogna. Il vuoto spirituale alla fine divorò sé stesso.

Ogni qualvolta muore un uomo, è un universo intero a venire distrutto. Ce ne rendiamo conto non appena ci identifichiamo con quell'uomo.

La nostra conoscenza può essere solo finita, mentre la nostra ignoranza deve essere necessariamente infinita.

Credo che si debba ammettere che, dietro la sovranità del re filosofo, si cela la ricerca del potere. Il bel ritratto del sovrano è un autoritratto.

14gen/100

Sui fatti di Rosarno

13gen/100

3 mesi di Blog

Un piccolo post auto-referenziale, per trarre delle conclusioni, su questi primi tre mesi di questo blog.

3 good news

-1 Ancora, come è successo con tutti gli altri precedenti tentavi, non l'ho abbandonato, o almeno non del tutto. (Anzi ho in cantiere tanti spunti),

-2 Pensavo di apparire stupido, rileggendo i miei pezzi, dopo un po' di tempo. Avevo ragione :)
Però continuo a pensare di poter migliorare. E' questo il bello di non sapere scrivere e mettere per iscritto i propri pensieri: si può sempre migliorare.

-3 Pensavo che nessuno avrebbe letto il mio blog. Mi sbagliavo. C'è qualcuno che lo visita spesso, e altri raramente. Ma c'è qualcuno. Ma cosa ancora più importante: ho capito che non me ne frega assolutamente nulla se qualcuno mi legge. Quello che faccio lo faccio per me! questa scoperta mi ha riempito di gioia.

3 bad news

-1 Mi manca assolutamente la continuità. Devo scrivere di più, meglio e allargare l'orizzonte dei temi trattati.

-2 Devo prendermi meno sul serio. Ho fatto molti pezzi troppo morali e moralisti, senza quell'auto-ironia che ancora non riesco a mettere giù bene. Proverò nei prossimi post a farlo.

-3 Devo parlare anche di cose più leggere e di ampio respiro. Questo è fuori da ogni dubbio, troppo concentrato su alcuni aspetti, devo invece scrivere anche quello che mi passa per la mente.

Vi lascio con una perla del signor G. che come sempre, fa riflettere senza annoiare, una dote che hanno in pochi.

15dic/090

Ed ora, giu’ con i manganelli!

Era nell'aria.. ed è arrivata.

Un po' come è successo in U.S.A. con la Patriot Act, si prende a pretesto l'incidente al presidente B. per approvare a furor di popolo(?), leggi fasciste contro la libertà di espressione nel web e nelle piazze. State attenti, si prospettano tempi bui. Perché con la repressione che metteranno in atto, sono sicuro che si arriverà ad un punto di saturazione. La violenza e la repressione generano solamente frustrazione ed altra violenza. Si avvicina un clima infuocato, dove andare a manifestare può diventare un pericolo. Aspetterò alla finestra, sono sicuro che nei prossimi giorni la minaccia si farà più concreta. Intanto continuo a dire quello che penso finché ancora sarà possibile. Non penso di essere catastrofico, ma l'occasione è troppo ghiotta per chi si nutre politicamente di queste vicende. E troppo facile adesso dire, che contro B. ci sia un movimento ostile ed anti-italiano. Troppo facile dire che è colpa dei comunisti, dell'opposizione, dei centri sociali, dei giornalisti e dei magistrati. Troppo facile sfruttare il signor Tartaglia come breccia nel muro della democrazia. Troppo facile che sembra quasi fatto ad arte....

8dic/091

Fort Knox

In questi giorni ci sono state centinaia di polemiche sulla condanna a ventisei anni di reclusione per Amanda Knox, nella sentenza per l'omicidio di Meredith Kercher.

Tralasciando la sentenza, di cui non voglio parlare, in quanto non è una condanna definitiva, difatti ci sarà il secondo grado del processo, di competenza della Corte D'assise. La particolarità del caso invece è data inanzi tutto dalla mediaticità della vicenda. Un delitto feroce come tanti, ma proprio la sua efferata crudeltà ha coinvolto, come spesso ci hanno abituato, l'attenzione quasi fanatica dei media. (Come "la strage di erba", "l'infanticidio di Cogne" ed altri). Quindi un processo sotto i riflettori dove i giudici non possono sbagliare, ovvero se si pronunciano per innocenza o colpevolezza, devono avere prove certe di quanto affermano. Purtroppo è brutto da dire, ma quando questi casi raggiungono la grande notorietà, per gli imputati è sicuro che ci si facciano tutte le perizie, le contro-prove, gli esami, gli interrogatori. Perché al minimo errore, alla minima mancanza, scoppierebbe il polverone. Mentre per altri omicidi o crimini che rimangono nella provincia, si ha meno possibilità di un processo lungo e minuzioso. Sulla condanna in se, si può dire solo questo, aspettando che la giustizia faccia il suo (lento) corso.

Ma la cosa più interessante della vicenda è stata la reazione americana alla sentenza. Dall'America sono piovute critiche verso i giudici italiani, accusati di anti-americanismo. E non solo. Alcuni giornali americani hanno scritto:

Forse Amanda stessa è stata troppo onesta. Ha ammesso tutti le sue debolezze. Amava il sesso. Ha fatto uso di droga.

Perugia non è Roma o Milano, Perugia è una cittadina di provincia, culturalmente arretrata, per la quale Amanda rappresentava la quintessenza dei mali del mondo: americana, libera ed emancipata, venuta a “portar via” i loro bei ragazzi, Amanda rappresentava in tutto e per tutto quello che le madri di Perugia temono di più.

La Knox è naturalmente sensuale e ha suscitato il desiderio di almeno la metà dei giornalisti maschi. I commenti agli articoli spesso si concludono con: “Io me la farei ” o con altre allusioni sessuali. Avere un’etichetta non vuol dire, ovviamente, essere colpevole. Ma nel contesto di un crimine sessuale, non aiuta. La giuria ha ascoltato fin troppo le sue abitudini in camera da letto, e se l’è immaginata così mentre la guardava carina, seduta davanti a loro in jeans attillati e T-shirt.

Amanda la martire, una Giovanna d’Arco dei tabloid internazionali , un personaggio estremamente simpatico al centro di un mostruoso aborto della giustizia. [...] Non si tratta di chi ha ucciso Meredith Kercher. A causa di errori nelle indagini, cattiva gestione delle prove, e ogni sorta di pregiudizi, non ci sarà mai probabilmente una ragionevole certezza di colpevolezza (o di innocenza). Quindi, la storia è basata , in parte, su errori e pregiudizi

Su queste insinuazioni ridicole c'è poco da dire, poco da controbattere. In slang americano si potrebbe dire: Bullshit.

Gli aspetti sui quali invece, mi preme soffermarmi sono altri. Partiamo dalle accuse sul nostro sistema giudiziario. Perché è singolare che sia proprio l'America a criticarlo. Un paese, dove i malati di mente vengano condannati a morte, dove la giustizia, viene praticamente fatta dalle vecchie sentenze e da una giuria "cittadina", dove centri di polizia scientifici sono stati smantellati per errori grossolani (ma questo non ve lo racconteranno mai, altrimenti chi guarderà più C.S.I?), dove infine da uno stato all'altro, passi da non aver commesso nessun reato a dieci anni di reclusione. Ma sarebbe troppo facile criticare il sistema giudiziario Americano, quindi mi basta dire che il loro sistema carcerario/giudiziario è basato su due cardini: spettacolarità (vedi arringhe finali ecc) e business sul condannato (lobby carcerarie con indennizzi statali, senza uno straccio di programma per la riabilitazione dei detenuti, difatti solo il 10% ha accesso a questi "privilegi").

Passiamo dunque alle famose accuse di anti-americanismo. Qua mi viene solo da ridere. Noi siamo il popolo che dopo la fine della seconda guerra mondiale ha osannato di più la "American way of life" e gli americani in se. Siamo il paese con la maggiore presenza di basi americane sul territorio, con la maggiore presenza di film americani nelle sale. Abbiamo (per fortuna mi ritengo estraneo), questo "complesso" di adorazione verso la grande democrazia Americana (inserite qui la vostra battuta), in confronto al regime stalinista. Gli americani per noi portano la pace, portano la speranza con le loro guerre, con le loro pressioni internazionali. La verità è ben diversa, non mi dilungo per non uscire fuori dall'argomento.
Dicevamo che tutto questo "anti-americanismo" non è proprio palese, anzi nel passato ci sono stati molti casi in cui, ci siamo prostrati alla magnificenza della giustizia americana, pagandone il prezzo. Chiedete a i familiari di Calipari, che tornava dalla missione per recuperare la Sgrena. O chiedete ai familiari delle dicianove persone morte nella tragedia del Cermis (i piloti americani lasciati liberi senza nessuna condanna). Chiedete loro se hanno apprezzato la giustizia americana.

Dio benedica l'America! le sue armi, le sue guerre, la sua giustizia, e la sua democrazia!

29nov/090

JFK – About 46 years ago

Ancora oggi ci sono talmente tanti libri,video,confessioni,teorie che l'unico effetto che si ottiene è quello contrario alla ricerca della verità.