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7feb/100

Il naufragio

"Basta guardare a noi stessi. Tutto va all'indietro; tutto é sottosopra. I dottori distruggono la salute, gli avvocati distruggono la giustizia, le universitá distruggono la conoscenza, i governi distruggono la libertá, i grandi media distruggono l'informazione e le religioni distruggono la spiritualitá"
Michael Ellner

LA NAVE DEI FOLLI

di Ted Kaczynski  (più noto come Unabomber)

C'era una volta una nave comandata da un capitano e dai suoi secondi, cosi' vanitosi della loro abilita' di manovra, cosi' pieni di hybris e talmente imbevuti di se' da diventare folli. Fecero rotta verso nord, navigarono cosi' a lungo da incontrare iceberg e pezzi di banchisa, ma continuarono a navigare in quella direzione, in acque sempre piu' pericolose, al solo scopo di procurarsi occasioni per gesta marinare sempre piu' brillanti.

Mentre il battello raggiungeva latitudini via via piu' elevate, i passeggeri e l'equipaggio erano sempre meno a loro agio. Cominciarono a litigare e a lamentarsi delle loro condizioni di vita.

"Che il diavolo mi porti - sbotto' un marinaio di seconda classe - se questo non e' il peggior viaggio che abbia mai fatto. Il ponte e' lustro di ghiaccio.

Quando sono di vedetta, il vento trafigge la mia giacca come un coltello; ogni volta che faccio prendere una mano di terzaroli alla vela di trinchetto, ci vuol davvero poco per congelarmi le dita; e, per tutto questo, non guadagno che cinque miserabili scellini al mese!"

"Lei pensa di farsi fregare! - esclamo' una passeggera - Io non riesco a chiudere occhio la notte per il freddo. Su questa barca le donne non hanno tanto coperte quante ne hanno gli uomini. E questo non e' giusto!"

Fece coro un marinaio messicano: "Chingado! Io non guadagno che la meta' del salario di un marinaio anglosassone. Per resistere a questo clima occorre un abbondante nutrimento ed io non ho quel che mi spetterebbe; agli anglosassoni ne danno di piu'. E, quel che e' peggio, gli ufficiali mi danno sempre gli ordini in inglese invece di farlo in spagnolo."

"Io ho piu' ragione di lamentarmi di chiunque altro - salto' su un marinaio indiano - Se i visi pallidi non avessero rubato la terra dei miei avi, non mi sarei certo trovato su questa nave, qui, in mezzo agli iceberg e ai venti artici. Mi spetta un risarcimento. Come minimo, il capitano dovrebbe lasciarmi organizzare delle partite a dadi, per permettermi di fare un po' di soldi."

Il primo nostromo disse quanto aveva da dire, senza peli sulla lingua: "Ieri, il capitano in seconda mi ha trattato da finocchio perche' succhio cazzi. Ho il diritto di succhiare cazzi senza che per questo mi vengano dati dei soprannomi."

"Gli esseri umani non sono le sole creature maltrattate su questa imbarcazione. - proruppe con voce tremante di indignazione una passeggera amica degli animali - La scorsa settimana, ben due volte ho visto il secondo ufficiale prendere a calci il cane della nave!"

Uno dei passeggeri era professore universitario. Torcendosi le mani, esclamo': "Tutto questo e' orribile! E' immorale! E' razzismo, e' sessismo, e' specismo, e' omofobia e sfruttamento della classe operaia! E' discriminazione! Dobbiamo ottenere giustizia sociale: uguale salario per il marinaio messicano, salari piu' elevati per tutti i marinai, un risarcimento per l'indiano, lo stesso numero di coperte per le donne, il riconoscimento del diritto a succhiare cazzi e niente piu' calci al cane!"

"Si', si'!" strillarono i passeggeri.

"Si', si'!" strillo' l'equipaggio.

"C'e' discriminazione! Dobbiamo esigere i nostri diritti!"

Il mozzo si schiari' la gola:

"Hem. Avete tutti delle buone ragioni per lamentarvi. Ma penso che sarebbe molto piu' urgente virare di bordo e fare rotta verso sud, perche' se continuiamo ad andare a nord, prima o poi faremo certamente naufragio, e allora i vostri salari, le vostre coperte e il vostro diritto a succhiare cazzi non vi serviranno a niente, perche' annegheremo tutti."

Ma nessuno gli presto' la minima attenzione: non era che il mozzo.

Dal loro posto situato sul casseretto, il capitano e gli ufficiali avevano osservato e ascoltato la scena. Adesso sorridevano strizzandosi l'occhio, quindi, obbedendo ad un cenno del capitano, il terzo ufficiale scese dal casseretto. Si diresse con fare indifferente verso l'angolo dove erano riuniti i passeggeri e l'equipaggio e si apri' un varco tra loro. Assunse un'aria molto seria e parlo cosi':

"Noi, gli ufficiali, dobbiamo ammettere che su questa nave sono avvenute cose veramente inescusabili. Non avevamo capito fino a che punto la situazione fosse esecrabile finche' non abbiamo ascoltato le vostre lamentele. Noi siamo uomini di buona volonta' e intendiamo essere giusti con voi. Ma - bisogna pur dirlo - il capitano e' piuttosto conservatore ed abitudinario, e bisognerebbe forse sollecitarlo un pochino affinche' si decida ad operare importanti cambiamenti.

La mia personale opinione e' che se voi elevaste energiche proteste - ma sempre in modo pacifico e senza violare nessun articolo del regolamento di questa nave - scuotereste l'inerzia del capitano e lo costringereste a prendere in esame i problemi di cui vi lamentate con pieno diritto."

Dopo essersi cosi' espresso, fece ritorno al casseretto.

Appena andato via i passeggeri e l'equipaggio cominciarono ad ingiuriarlo: "Moderato! Riformista! Liberale ipocrita! Servo del capitano!"

Tuttavia fecero cio' che aveva loro consigliato.

Si raggrupparono in massa davanti al casseretto, urlando insulti agli ufficiali e rivendicando i propri diritti:

"Io pretendo un salario piu' alto e migliori condizioni di lavoro" esclamo' quello della seconda classe.

"Lo stesso numero di coperte degli uomini" continuo' la passeggera.

"Io voglio ricevere i miei ordini in spagnolo" disse il marinaio messicano.

"Io esigo il diritto di organizzare partite a dadi" proclamo' il marinaio indiano.

"Io pretendo di non essere trattato da finocchio" ribadi' il capomastro.

"Che non si diano piu' calci al cane" ammoni' l'amica degli animali.

"Rivoluzione subito!" strillo' il professore.

Il capitano e gli ufficiali si riunirono e confabularono per alcuni minuti facendosi l'occhiolino, cenni con la testa e sorrisi. Indi il capitano si fece avanti sul casseretto e, con notevole dimostrazione di benevolenza, annuncio' che il salario ai marinai della seconda classe sarebbe stato portato a sei scellini al mese, che quello del messicano sarebbe stato pari ai due terzi del salario di un marinaio anglosassone e che l'ordine di far prendere una mano di terzaroli alla vela di trinchetto gli sarebbe stato dato in spagnolo, che le passeggere avrebbero ricevuto una coperta supplementare, che sarebbe stato permesso al marinaio indiano di organizzare partite a dadi il sabato sera, che il capomastro non sarebbe stato piu' trattato da finocchio fino a quando avesse fatto i suoi pompini nella piu' stretta intimita', e che il cane non sarebbe piu' stato preso a calci, a meno che non avesse fatto qualcosa di veramente inaccettabile, come ad esempio rubare cibo in cucina.

I passeggeri e l'equipaggio celebrarono queste concessioni come una grande vittoria, ma il giorno dopo erano di nuovo scontenti.

"Sei scellini al mese e' un salario da miseria, e quando faccio prendere una mano di terzaroli alla vela di trinchetto mi gelo ancora le dita!" mugugnava quello della seconda classe.

"Io non ho ancora lo stesso salario degli anglosassoni ne' abbastanza da mangiare per questo clima" esclamo' il marinaio messicano.

"Noi, le donne, siamo sempre senza coperte sufficienti per stare al caldo" sbotto' la passeggera.

Tutti gli altri membri dell'equipaggio e i passeggeri formularono lamentele dello stesso genere, incoraggiati dal professore.

Quando ebbero terminato, il mozzo prese la parola, questa volta a voce piu' alta, in modo che gli altri non potessero piu' ignorarlo facilmente.

"E' veramente terribile che si prenda a calci il cane solamente perche' ha rubato un pezzo di pane in cucina, che le donne non abbiano le coperte che hanno gli uomini, che il marinaio della seconda classe si congeli le dita, e non capisco perche' il capomastro non possa succhiare cazzi se ne ha voglia.

Ma guardate come sono grossi adesso gli iceberg e come il vento soffia sempre piu' forte. Dobbiamo virare di bordo e fare rotta verso sud, perche' se continuiamo ad andare a nord faremo naufragio e annegheremo."

"Oh si' - esclamo' il capomastro - e' proprio terribile continuare verso nord. Ma perche' per succhiare cazzi dovrei restare confinato nei bagni? Perche' devo essere trattato da finocchio? Non valgo forse come chiunque altro?"

"Navigare verso nord e' terribile - incalzo' la passeggera -, ma non vedete che e' proprio questa la ragione per cui le donne hanno bisogno di piu' coperte per stare al caldo? Esigo lo stesso numero di coperte per le donne, immediatamente!"

"E' assolutamente vero - convenne il professore - che navigare verso nord ci costringe tutti ad una grande prova. Ma non sarebbe realista cambiare rotta per andare a sud. Non si puo' tornare indietro. Dobbiamo trovare un modo ragionevole per affrontare la situazione."

"Sentite - suggeri' il mozzo - se lasciamo quei quattro pazzi nel casseretto agire a modo loro, annegheremo tutti. Se mai riusciremo a mettere fuori pericolo la nave, allora potremo preoccuparci per le condizioni di lavoro, per le coperte alle donne e per il diritto a succhiare cazzi. Ma dobbiamo cominciare a virare di bordo. Se alcuni di noi si riunissero, elaborassero un piano e dessero prova di un po' di coraggio, potremmo salvarci. Non c'e' bisogno di essere numerosi, sei o otto basteranno. Potremmo attaccare il casseretto, scaraventare fuori bordo quei pazzi e girare il timone della nave verso sud."

Il professore storse il naso e disse con tono severo:

"Non credo alla violenza, e' immorale."

"Non e' mai etico utilizzare la violenza" fece eco il capomastro....

"La violenza mi terrorizza" rabbrividi' la passeggera.

Il capitano e gli altri ufficiali avevano osservato e ascoltato tutta la scena. A un cenno del capitano il terzo ufficiale scese sul ponte. Gironzolo' fra i passeggeri e l'equipaggio informandoli che permanevano diversi problemi sulla nave.

"Abbiamo fatto parecchi progressi - annuncio' - ma resta ancora molto da fare. Le condizioni di lavoro del personale della seconda classe restano dure, il messicano non ha ancora lo stesso salario degli anglosassoni, le donne non hanno ancora altrettante coperte degli uomini, le partite a dadi del sabato sera dell'indiano rappresentano un risarcimento irrisorio se paragonato alla perdita delle sue terre, non e' giusto che il capomastro debba restare nei bagni se vuole succhiare cazzi, e il cane continua di tanto in tanto a ricevere calci. Penso che il capitano abbia ancora bisogno d'essere sollecitato. Sarebbe utile che organizziate tutti un'altra manifestazione purche' rimanga non-violenta."

Appena fu tornato a poppa, i passeggeri e l'equipaggio gli lanciarono insulti, ma nondimeno fecero quel che aveva detto e si riunirono davanti al casseretto per un'altra manifestazione. Tuonarono, s'arrabbiarono, mostrarono i pugni e scagliarono perfino un uovo marcio contro il capitano (che lo evito' con maestria).

Dopo aver ascoltato le loro lamentele il capitano e gli ufficiali si riunirono per conferire, mentre continuavano a strizzarsi l'occhio e a farsi larghi sorrisi. Poi il capitano avanzo' sul casseretto e annuncio' che avrebbe dato guanti ai marinai della seconda classe per avere le dita al caldo, che il marinaio messicano avrebbe ricevuto un salario pari a tre quarti di quello degli anglosassoni, che le donne avrebbero ricevuto ancora un'altra coperta, che il marinaio indiano avrebbe potuto organizzare partite a dadi tutti i sabati e le domeniche sera, che si permetteva al capomastro di succhiare cazzi in pubblico dopo il calare della notte e che nessuno poteva prendere a calci il cane senza uno speciale permesso del capitano.

I passeggeri e l'equipaggio andarono in estasi di fronte a questa grande vittoria rivoluzionaria, ma l'indomani mattina erano di nuovo scontenti e cominciarono a brontolare sempre a proposito degli stessi problemi.

Questa volta il mozzo ando' in collera:

"Branco d'imbecilli - grido' -, non vedete cosa stanno per fare il capitano e gli ufficiali? Vi tengono occupata la mente con le vostre modeste rivendicazioni - le coperte, i salari, i calci al cane, ecc. - e cosi' non riflettete su cio' che davvero non va su questa nave: corre sempre piu' verso il nord e noi stiamo per affondare tutti. Se solo qualcuno di voi tornasse a ragionare, si riunisse e attaccasse il casseretto, potremmo virare di bordo e salvare le nostre vite. Invece non fate altro che frignare a proposito dei vostri piccoli problemi meschini, come le condizioni di lavoro, le partite a dadi e il diritto a succhiare cazzi."

Queste affermazioni fecero rivoltare i passeggeri e l'equipaggio.

"Meschino!? - esclamo' il messicano - Trovate ragionevole che io non riceva i tre quarti del salario di un marinaio anglosassone? E' forse meschino questo!?"

"Come potete definire irrisorie le mie lamentele? - strillo' il capomastro - Voi non sapete fino a che punto sia umiliante venir trattati da finocchio."

"Prendere a calci un cane non e' un "piccolo problema meschino"! - grido' l'amica degli animali -, e' un atto insensibile, crudele e brutale!"

"Va bene, d'accordo - rispose il mozzo -, questi problemi non sono ne' meschini, ne' irrisori. Prendere a calci un cane e' un atto crudele e brutale, e farsi trattare da finocchio e' umiliante. Ma paragonati al vostro vero problema - la nave che continua ad andare a nord - i vostri reclami sono minori e insignificanti, perche' se non viriamo di bordo, affonderemo tutti con la nave."

"Fascista!" invei' il professore.

"Controrivoluzionario!" grido' la passeggera.

E uno dopo l'altro, tutti i passeggeri e i membri dell'equipaggio fecero coro, trattando il mozzo da fascista e controrivoluzionario. Lo allontanarono e si misero a brontolare a proposito di salari, di coperte da dare alle donne, di diritto a succhiare cazzi e della maniera di trattare un cane.

La nave continuo' la sua rotta verso nord, e nel volgere di un istante venne stritolata fra due iceberg.

Annegarono tutti.

6feb/100

Karl Popper

Gli sbagli (del marxismo)...vennero coperti da una quantità enorme di menzogne...supportata dalla violenza e dall’esercizio brutale del potere...accettati come normale regola intellettuale dalla classe comunista russa...Questo universo di menzogne si è compattato in una specie di buco nero intellettuale...(che) possiede la sconfinata forza di inghiottire e distruggere tutto. Scomparve la differenza tra verità e menzogna. Il vuoto spirituale alla fine divorò sé stesso.

Ogni qualvolta muore un uomo, è un universo intero a venire distrutto. Ce ne rendiamo conto non appena ci identifichiamo con quell'uomo.

La nostra conoscenza può essere solo finita, mentre la nostra ignoranza deve essere necessariamente infinita.

Credo che si debba ammettere che, dietro la sovranità del re filosofo, si cela la ricerca del potere. Il bel ritratto del sovrano è un autoritratto.

14gen/100

Sui fatti di Rosarno

13gen/100

3 mesi di Blog

Un piccolo post auto-referenziale, per trarre delle conclusioni, su questi primi tre mesi di questo blog.

3 good news

-1 Ancora, come è successo con tutti gli altri precedenti tentavi, non l'ho abbandonato, o almeno non del tutto. (Anzi ho in cantiere tanti spunti),

-2 Pensavo di apparire stupido, rileggendo i miei pezzi, dopo un po' di tempo. Avevo ragione :)
Però continuo a pensare di poter migliorare. E' questo il bello di non sapere scrivere e mettere per iscritto i propri pensieri: si può sempre migliorare.

-3 Pensavo che nessuno avrebbe letto il mio blog. Mi sbagliavo. C'è qualcuno che lo visita spesso, e altri raramente. Ma c'è qualcuno. Ma cosa ancora più importante: ho capito che non me ne frega assolutamente nulla se qualcuno mi legge. Quello che faccio lo faccio per me! questa scoperta mi ha riempito di gioia.

3 bad news

-1 Mi manca assolutamente la continuità. Devo scrivere di più, meglio e allargare l'orizzonte dei temi trattati.

-2 Devo prendermi meno sul serio. Ho fatto molti pezzi troppo morali e moralisti, senza quell'auto-ironia che ancora non riesco a mettere giù bene. Proverò nei prossimi post a farlo.

-3 Devo parlare anche di cose più leggere e di ampio respiro. Questo è fuori da ogni dubbio, troppo concentrato su alcuni aspetti, devo invece scrivere anche quello che mi passa per la mente.

Vi lascio con una perla del signor G. che come sempre, fa riflettere senza annoiare, una dote che hanno in pochi.

15dic/090

Ed ora, giu’ con i manganelli!

Era nell'aria.. ed è arrivata.

Un po' come è successo in U.S.A. con la Patriot Act, si prende a pretesto l'incidente al presidente B. per approvare a furor di popolo(?), leggi fasciste contro la libertà di espressione nel web e nelle piazze. State attenti, si prospettano tempi bui. Perché con la repressione che metteranno in atto, sono sicuro che si arriverà ad un punto di saturazione. La violenza e la repressione generano solamente frustrazione ed altra violenza. Si avvicina un clima infuocato, dove andare a manifestare può diventare un pericolo. Aspetterò alla finestra, sono sicuro che nei prossimi giorni la minaccia si farà più concreta. Intanto continuo a dire quello che penso finché ancora sarà possibile. Non penso di essere catastrofico, ma l'occasione è troppo ghiotta per chi si nutre politicamente di queste vicende. E troppo facile adesso dire, che contro B. ci sia un movimento ostile ed anti-italiano. Troppo facile dire che è colpa dei comunisti, dell'opposizione, dei centri sociali, dei giornalisti e dei magistrati. Troppo facile sfruttare il signor Tartaglia come breccia nel muro della democrazia. Troppo facile che sembra quasi fatto ad arte....

8dic/090

Fort Knox

In questi giorni ci sono state centinaia di polemiche sulla condanna a ventisei anni di reclusione per Amanda Knox, nella sentenza per l'omicidio di Meredith Kercher.

Tralasciando la sentenza, di cui non voglio parlare, in quanto non è una condanna definitiva, difatti ci sarà il secondo grado del processo, di competenza della Corte D'assise. La particolarità del caso invece è data inanzi tutto dalla mediaticità della vicenda. Un delitto feroce come tanti, ma proprio la sua efferata crudeltà ha coinvolto, come spesso ci hanno abituato, l'attenzione quasi fanatica dei media. (Come "la strage di erba", "l'infanticidio di Cogne" ed altri). Quindi un processo sotto i riflettori dove i giudici non possono sbagliare, ovvero se si pronunciano per innocenza o colpevolezza, devono avere prove certe di quanto affermano. Purtroppo è brutto da dire, ma quando questi casi raggiungono la grande notorietà, per gli imputati è sicuro che ci si facciano tutte le perizie, le contro-prove, gli esami, gli interrogatori. Perché al minimo errore, alla minima mancanza, scoppierebbe il polverone. Mentre per altri omicidi o crimini che rimangono nella provincia, si ha meno possibilità di un processo lungo e minuzioso. Sulla condanna in se, si può dire solo questo, aspettando che la giustizia faccia il suo (lento) corso.

Ma la cosa più interessante della vicenda è stata la reazione americana alla sentenza. Dall'America sono piovute critiche verso i giudici italiani, accusati di anti-americanismo. E non solo. Alcuni giornali americani hanno scritto:

Forse Amanda stessa è stata troppo onesta. Ha ammesso tutti le sue debolezze. Amava il sesso. Ha fatto uso di droga.

Perugia non è Roma o Milano, Perugia è una cittadina di provincia, culturalmente arretrata, per la quale Amanda rappresentava la quintessenza dei mali del mondo: americana, libera ed emancipata, venuta a “portar via” i loro bei ragazzi, Amanda rappresentava in tutto e per tutto quello che le madri di Perugia temono di più.

La Knox è naturalmente sensuale e ha suscitato il desiderio di almeno la metà dei giornalisti maschi. I commenti agli articoli spesso si concludono con: “Io me la farei ” o con altre allusioni sessuali. Avere un’etichetta non vuol dire, ovviamente, essere colpevole. Ma nel contesto di un crimine sessuale, non aiuta. La giuria ha ascoltato fin troppo le sue abitudini in camera da letto, e se l’è immaginata così mentre la guardava carina, seduta davanti a loro in jeans attillati e T-shirt.

Amanda la martire, una Giovanna d’Arco dei tabloid internazionali , un personaggio estremamente simpatico al centro di un mostruoso aborto della giustizia. [...] Non si tratta di chi ha ucciso Meredith Kercher. A causa di errori nelle indagini, cattiva gestione delle prove, e ogni sorta di pregiudizi, non ci sarà mai probabilmente una ragionevole certezza di colpevolezza (o di innocenza). Quindi, la storia è basata , in parte, su errori e pregiudizi

Su queste insinuazioni ridicole c'è poco da dire, poco da controbattere. In slang americano si potrebbe dire: Bullshit.

Gli aspetti sui quali invece, mi preme soffermarmi sono altri. Partiamo dalle accuse sul nostro sistema giudiziario. Perché è singolare che sia proprio l'America a criticarlo. Un paese, dove i malati di mente vengano condannati a morte, dove la giustizia, viene praticamente fatta dalle vecchie sentenze e da una giuria "cittadina", dove centri di polizia scientifici sono stati smantellati per errori grossolani (ma questo non ve lo racconteranno mai, altrimenti chi guarderà più C.S.I?), dove infine da uno stato all'altro, passi da non aver commesso nessun reato a dieci anni di reclusione. Ma sarebbe troppo facile criticare il sistema giudiziario Americano, quindi mi basta dire che il loro sistema carcerario/giudiziario è basato su due cardini: spettacolarità (vedi arringhe finali ecc) e business sul condannato (lobby carcerarie con indennizzi statali, senza uno straccio di programma per la riabilitazione dei detenuti, difatti solo il 10% ha accesso a questi "privilegi").

Passiamo dunque alle famose accuse di anti-americanismo. Qua mi viene solo da ridere. Noi siamo il popolo che dopo la fine della seconda guerra mondiale ha osannato di più la "American way of life" e gli americani in se. Siamo il paese con la maggiore presenza di basi americane sul territorio, con la maggiore presenza di film americani nelle sale. Abbiamo (per fortuna mi ritengo estraneo), questo "complesso" di adorazione verso la grande democrazia Americana (inserite qui la vostra battuta), in confronto al regime stalinista. Gli americani per noi portano la pace, portano la speranza con le loro guerre, con le loro pressioni internazionali. La verità è ben diversa, non mi dilungo per non uscire fuori dall'argomento.
Dicevamo che tutto questo "anti-americanismo" non è proprio palese, anzi nel passato ci sono stati molti casi in cui, ci siamo prostrati alla magnificenza della giustizia americana, pagandone il prezzo. Chiedete a i familiari di Calipari, che tornava dalla missione per recuperare la Sgrena. O chiedete ai familiari delle dicianove persone morte nella tragedia del Cermis (i piloti americani lasciati liberi senza nessuna condanna). Chiedete loro se hanno apprezzato la giustizia americana.

Dio benedica l'America! le sue armi, le sue guerre, la sua giustizia, e la sua democrazia!

29nov/090

JFK – About 46 years ago

Ancora oggi ci sono talmente tanti libri,video,confessioni,teorie che l'unico effetto che si ottiene è quello contrario alla ricerca della verità.

23nov/090

Vi prego! spegnete la luce: Il trattato di Lisbona.

Immaginatevi di essere bambini. Immaginatevi di ascoltare una favoletta. Di quelle che si ascoltano per addormentarsi. C'era una volta un piccolo continente, vecchio e con una grande storia, fatto di popoli diversi tra loro, ma accomunati da tante ere di lotte, cultura e ideologie. Immaginatevi di essere al buio pesto. La nostra storia inizia qualche anno fa..

Capitolo Uno: Se la strada è bloccata, scaviamo sotto.

In questi giorni, con la firma del presidente ceco Klaus, dopo un lungo iter, il Trattato di Lisbona, ratificato da tutti gli stati membri, sarà a tutti gli effetti la prima Costituzione Europea.
Proprio cosi, forse le parole "Costituzione Europea" possono apparire forti, ma è un po' come quando i nostri occhi non sono abituati alla luce, c'è sempre un senso di disorientamento, poi ci si abitua. In effetti stando ai fatti questo non famoso Trattato di Lisbona, non è altro che la vecchia costituzione europea che era stata bocciata da referendum popolari in Francia ed Olanda nel 2005.
Cosi quando si sono accorti che per via delle contraddizioni presenti - che vedremo dopo - non si poteva continuare con la storia della costituzione approvata dai tutti i popoli ad essa soggetti, hanno optato per passare da una via più breve, e molto più facile da prendere. Imporre questa costituzione sotto forma di Trattato. E badate bene che non si tratta dei soliti trattati sul clima, sul disarmo nucleare che siamo abituati a sentire da tempo. Qui c'è in ballo tanto, ma davvero tanto, del nostro futuro come cittadini Europei ed Italiani.
Prima di passare ai fatti vi riporto una frase molto significativa di uno dei padri costituenti dell'unione Europea:

Le nazioni dell’Europa dovrebbero essere guidate verso il superstato senza che i loro popoli sappiano cosa sta accadendo.
Jean Monnet

Capitolo Due: Conosci il tuo nemico.

Partiamo analizzando le maggiori contraddizioni di questo trattato, per poi passare al come quest'ultimo sia stato approvato.
Innanzitutto una notizia puramente matematica. Il trattato è formato da circa 70 articoli. La vecchia costituzione Europea - quella bocciata - era formata da circa 450 articoli. Va però detto che la maggior parte degli emendamenti inclusi nella costituzione, sono stati inclusi anche nel trattato. Quindi non vi fate imbrogliare da puri calcoli matematici. Posso scrivere un solo articolo che ne comprende mille. Ma passiamo ai punti cardine:

  1. Il Trattato di Lisbona modifica e sostituisce i vecchi trattati Europei (come quello fondamentale di Maastricht), e afferma una volta per tutte la prevalenza del diritto comunitario su quello nazionale.
    Vorrei che questo concetto sia chiaro e limpido. Perché questo passaggio è senza mezzi termini, mostruoso. Andato avanti in questa lettura lo capirete ancora di più.
    In parole povere qualsiasi legge a livello Europeo avrà valore in tutti gli stati annullando le precedenti leggi nazionali. Possiamo fare un esempio, parlando della privatizzazione dell'acqua di cui tanto si parla in questi giorni. Se a Bruxelles decido che l'acqua deve essere all 80% privata, che noi lo vogliamo o no, o che i nostri politici lo vogliano o no, non importa. Se il parlamento italiano decide che invece sarà pari al 20%, varrà la norma comunitaria, punto e basta. Vabbè, qualcuno potrebbe fare un obbiezione adducendo al fatto che il parlamento europeo può cambiare la legge, e nello stesso ci sono gli appartenenti ai singoli stati scelti dal popolo. Quindi volendo i nostri politici, congiuntamente a quelli stranieri possono cambiare le leggi. E invece le cose non stanno esattamente cosi.
  2. Nella nuova Europa il parlamento Europeo ha solo una funzione consultiva. Non vi strabiliate leggendo questa affermazione. Posso capire che gli occhi non si sono ancora stabilizzati alla vista della luce. Nella nuova unione Europea, sono tre i detentori del potere decisionale. Prima di tutto i "Commissari", ovvero, 27 persone non necessariamente elette dal popolo, uno per ogni nazione. Poi c'è il Consiglio, anche quest'organo formato da persone non necessariamente elette dal popolo. Ed infine la BCE (Banca Centrale Europea), della quale non si può dire che sia un istituto aperto a votazioni o democratico. Queste poche persone decideranno qualsiasi aspetto della vita di mezzo miliardo di persone. Qui è inutile pure commentare, ognuno penso che abbia abbastanza coscienza critica per farsi un opinione in merito. La mia è che tutto questo con la democrazia rappresentativa ha poco a che fare.
    Poi ci sono due cariche puramente nominative: il Presidente del Consiglio Europeo e il Ministro degli esteri, che svolgono solamente funzioni di garanzia e rappresentanza all'estero (sono fresche fresche le prime nomine). Questo basterebbe a muovere quantomeno qualche critica, qualche opinione. Ed invece l'Europa tace.
  3. Il Trattato di Lisbona inoltre dice sostanzialmente anche:
    - Reintroduzione della Pena di Morte.
    Avete capito bene. La norma è un po confusa ed ambigua. Hanno scelto molto bene di non nominare direttamente queste parole ma si rimanda alla "carta dei diritti fondamentali", che nell'articolo 2 prevede la pena di morte per reprimere "una sommossa o un insurrezione". Capite quanto siano ambigue ma sopratutto pericolose queste parole? dove è la differenza tra una grande manifestazione e una sommossa popolare? chi si può arrogare il diritto di uccidere qualcuno perché insorge contro qualcosa? Un popolo non ha forse il diritto di insorgere se pensa che sia giusto? e sopratutto da quando si sdogana cosi la pena di morte? la ciliegina sulla torta è il prossimo punto.
    - Sarà illegale manifestare contro l'unione Europea.
    Quando mi è stato fatto notare un passaggio del trattato da un utente su un forum, che diceva proprio questo, mi sono seriamente preoccupato. Perché va bene che abbiano deciso per noi tutte le cose sopra, ma almeno conservavo la speranza di un "risveglio" generale, che con la luce - ovvero l'informazione - i cittadini europei capissero il pericolo e mettessero fine a questo obbrobrio. E invece no. Il trattato di Lisbona è un punto di non ritorno. Non si potrà manifestare contro l'Unione Europea. Non si potrà tornare indietro. Non si potrà chiedere di essere esclusi da essa. E' come il patto con il diavolo nell'immaginario cinematografico: una volta fatto non si torna indietro.
    - Il Trattato prevede missioni di pace ma anche missioni offensive. E non solo. Ci dovrà essere mutuo soccorso militare tra gli stati membri. Il famoso "Il popolo italiano ripudia la guerra" va a farsi benedire. (Anche se già con le missioni di pace si era fatto un passo verso questa direzione, ma questo è un altro discorso). Ci sarà la possibilità di missioni in offesa a qualcuno, pensate alla pericolosità di una cosa del genere. Non oso immaginare alle conseguenze.
    - Le polizie di tutti gli stati dovranno giurare fedeltà all'unione europea. Per chi si rifiuta c'è il licenziamento. Qui mi astengo da commenti, non posso dire se sia al 100% giusto o sbagliato. Qualcuno più vicino alle forze armate potrà fare le sue riflessioni. Io sono ignorante in materia.
    - Liberalizzazione dei contratti salariali. Non esisteranno più quelle norme, che per fortuna nel nostro paese sopravvivono ancora, che tutelano i contratti dei lavoratori. Chiunque si occupi di diritto del lavoro vi può dire che sono la base e che non si può prescindere da esse.

E potrei continuare perché c'è ne sono di ambiguità nel trattato. Scritto appositamente in linguaggio ostrogoto, ma per fortuna con tanta pazienza si può capire passo passo. Se non credete a quello che sto dicendo, siate liberi di scaricare e leggere il trattato, si trova su internet, come si trova tanto altro materiale a commento, video, articoli, libri. Per fortuna sulla rete è partito subito il dissenso. Ci sono professori universitari, politici, cittadini, giornalisti, scienziati, intellettuali che cercano di spiegare la schifezza che si è compiuta con questo trattato.

Capitolo Tre: Il Buio Pesto

Per continuare la favola, a questo punto ci si aspetta la riscossa. Ci si aspetta che la popolazione Europea si ribelli. Diciamo che in parte ci ha provato. Innanzitutto come detto prima Francia ed Olanda avevano bloccato attraverso un referendum la costituzione. Hanno capito l'errore e si sono fatti furbi, attuando la strategia del silenzio. Hanno cambiato nome alla costituzione, proponendola come un trattato, hanno tolto la bandiera e l'inno unico, e sopratutto hanno fatto in modo che se ne parli il meno possibile. Assolutamente il meno possibile. Quindi ogni stato ha ratificato il trattato attraverso il parlamento, senza passare dal popolo nazionale. Anche quello italiano, il 31/07/2008 ha ratificato il trattato con 551 favorevoli, nessun astenuto, nessun contrario. Ed è passato sotto il silenzio assoluto. Nessuno ha aperto bocca, solo una povera giornalista del Secolo, se non sbaglio, aveva scritto una dura critica, ed era stata bollata come euroscettica. Per il resto nessun telegiornale, trasmissione di approfondimento, trasmissione politica, radio, giornale o persona singola ha mai pronunciato la parole Trattato di Lisbona. Un vuoto scalfito solamente dalle notizie che arrivavano dall'Irlanda che dopo il primo no, attraverso un referendum, ha poi deciso per il si, sotto pesanti pressioni esterne, campagne di destabilizzazione nazionale, aiuti economici dall'unione e anche qualche truffa nel conteggio dei voti. Non sono mie supposizioni, tutti fatti storici, di cui si possono rintracciare facilmente le fonti.

Conclusioni

La cosa più bella di questa favola, è che è reale, è viva, condizionerà la nostra vita. Questa nuova Europa mi fa paura. Meglio rimanere nel buio. Spegnete la luce, per favore.

N.B. Tutto quello che ho scritto in questo articolo non è frutto della mia fantasia. Ogni singola dichiarazione è documentata, o dal trattato stesso, o da altre fonti, che posso citare a richiesta. Questi punti che ho elencato sono stati per fortuna portati a conoscenza da poche persone, ma grazie alla rete stanno man man diffondendosi. INFORMARSI è la soluzione.

18nov/090

Che voglio fare da grande? Il lavoratore

Quando si finiscono le superiori arriva un dei momenti cruciali della vita di ognuno di noi. Arriva il momento del grande salto. Ci si trova davanti alla scelta di continuare gli studi o di proseguire nel mondo del lavoro.Nel mio piccolo paesino meridionale, se scegli di immetterti nel mondo del lavoro lo fai principalmente per tre motivi.

Vado a mettere una firma

Sicuramente in cima alla lista, c'è l'amatissima carriera militare. E' già. Il tipico genitore o parente di questi piccoli paesini, stanne certo che propenderà per consigliarti questa strada. "E' uno stipendio sicuro" ti diranno. "Una volta che entri se non fai cazzate, stai bene per tutta la vita". Credetemi è un comportamento diffusissimo. Pensano che la carriera militare sia un lavoro che ti mette in una botte, protetto per tutta la vita. E cercano in tutti i modi di farti entrare in questi giri: raccomandazioni, soldi, spintarelle, non importa. L'importante è entrare. Non importa se poi concedi i tuoi anni migliori a ufficiali folli che hanno come solo obbiettivo farti diventare un vegetale. Il classico lavaggio del cervello. Fateci caso se avete uno o più amici che sono in polizia,esercito,marina,finanza ed altre. Fateci caso al cambiamento di ognuno di loro. Un giorno partono e quando li vedi dopo un anno, già si inizia ad intravedere un cambiamento. Adesso camminano fieri. La divisa si fa sentire. Si sentono tutti importanti, potenti.Parlano tra di loro di tutti gli aspetti della grande carriera che gli aspetta. Partono ragazzi e tornano uomini, cosi si diceva. Io direi che più che altro tornano schiavi. Barattano un esistenza sicura, che poi io non scorgo tutta questa sicurezza lavorativa o grande retribuzione, con tutto quello in cui credono. Ho visto ragazzi partire con degli ideali, con la voglia di vivere, ed ho visto tornare fantasmi. Piccoli fantasmi che vagano. Mi basta guardargli negli occhi e riconoscere in loro il vuoto. Piccoli automi che sanno andare da qui a li, senza chiedersi il perché, senza chiedersi se sia giusto. Prendono in mano un arma come fosse un cacciavite. Ne parlano come fosse la loro compagna. Parlano di interventi, missioni, si bullano di aver sparato per davvero in talune circostanze. O addirittura si bullano di aver ucciso in qualche circostanza. Anche solo un cane o un gatto, per provare il loro cacciavite. Si glorificano di non pagare quando escono in divisa, di essere rispettati e riconosciuti. Di essere qualcuno. Se poi quel qualcuno non è esattamente la giusta o naturale evoluzione della propria persona non importa. SONO QUALCUNO. E poi vuoi mettere il fascino della divisa?

L'azienda di papà.

Al secondo posto di questa speciale classifica, c'è l'ambitissimo posto di papà. Già da quando fai le scuole medie, se i tuoi genitori, ma potrebbero essere anche i nonni o gli zii, hanno un attività, stanne certo che cercheranno di farti continuare la suddetta, senza che tu ti renda conto, anche perché non hai il tempo, se questa è la tua strada o no. I casi sono svariati e molteplici, dalle pizzerie alle medie industrie. Anche se non c'è il bisogno reale, sarai fin da piccolo legato a tale attività. Alcune volte può anche succedere che ti facciano prima studiare, ad esempio economia, per portare avanti l'azienda familiare. Alcuni pensano che sia un atto dovuto e naturale, io non ne sono cosi sicuro. Quante attività ho visto fallire, o essere svendute, perché dopo un tot di anni, chi subentra si accorge che quella vita non la riesce proprio a fare. Che l'eredità lavorativa non è altro che un pesante macigno nella ricerca della propria strada. Finisce nella maggior parte dei casi che ti ritrovi a fare un lavoro che odi, ma che sei, per una serie di cause, costretto a portare avanti. E' talmente brutto che ho visto persone perdere la voglia di vivere, perchè ogni giorno fanno qualcosa che non è congruente alla persona che la compie.

Studiare è un emerita cazzata.

Per finire questo piccolo excursus, arriviamo alla motivazione che preferisco. La più interessante sicuramente. Quando sento dire che "il lavoro nobilita l'uomo", o che "studiare non serve a niente" perché "entri troppo tardi nel mondo del lavoro" oppure "perché oggi neanche i laureati trovano lavoro, perdi solo anni", mi viene un orticaria celebrale che solo un edizione del tg4 può calmarmi. Ci hanno fatto credere, subito dopo la prima guerra mondiale, che lavorare è lo scopo primario che dobbiamo perseguire. Perché lavorare ti rende libero. Perché lavorando capisci veramente cosa è la vita e come si suda il pezzo di pane che mangi. Perché l'uomo è nato per lavorare. Perché bisogna vivere per lavorare. Il tuo lavoro ti permette di accedere ai beni più importanti. Non devi accontentarti di quattro mura e un buon pasto. Devi lavorare di più o cambiare lavoro per permetterti tutto quello che ti serve. Quello che ti è NECESSARIO. Come la casa più bella del vicino, il suv più grande del vicino. L'ultimo modello di PC, l'ultimo i-phone, l'ultimo lettore musicale. La barca in porto, le case al mare, i viaggi nei posti più in, magari quelli dove vanno i vip e potrei continuare per ore. La mentalità ricorrente, nei paesini dove io sono nato, è in parte questa. Studiare serve solo se dopo quello che fai, ti permetta di lavorare. Cioè il famoso "pezzo di carta". D'altronde capisco queste persone. Venivano dalla miseria e sono state plagiate per essere schiavi. Ma noi, possiamo capire che tutto questo è sbagliato. Perché noi siamo la prima generazione nella storia degli ultimi duecento anni, che guadagnerà mediamente di meno di quella precedente. Siamo il modello estremo di schiavi, il modello più recente, più tecnologico: i precari. Il futuro è vivere alla giornata. Il futuro è obbedire, produrre, crepare. Senza creare neanche troppo disturbo.

Il mio invito a tutti quelli che si accingono alla maturità non è certo quello di continuare a studiare per forza. O di non andare nelle forze armate o mille altre cose che ho detto sopra. Il mio consiglio è INFORMARSI, PENSARE, PRODURRE OPINIONI.

Si va bene, siamo degli schiavi. Ma se iniziamo anche a ragionare e comportarci da schiavi, siamo già morti in partenza.

17nov/090

Notizie dal Fronte #2

Il Papa lancia un monito: "Basta Sprechi!". Nella foga del comizio perde uno dei sette anelli d'oro e pietre preziose.
Per qualcuno da quelle parti è stato come vincere a Win For Life.

Tra No B-Day e Si B-Day non è importante da quale parte tu sia, l'importante è che ci sia la B.

Il portavoce del PDL Daniele Capezzone dichiara: "Io tifoso della Juventus? Ma quando mai, da ragazzo avevo tutta la camera tappezzata di poster con i miei idoli rossoneri"; poi aggiunge "Ve lo giuro! sono una persona coerente!"
Ma subito dopo si corregge: "Ok! ok! ho esagerato, l'ho sparata grossa. La mamma non mi permetteva di avere poster in camera, si rovinava la carta da parati."

Hackerato il sito del Ministro Brunetta. I cracker si difendono: "Volevamo solo vedere se è veramente cosi basso o è solo lontano".

Gheddafi cerca 500 ragazze per un galà. Però precisa: niente minigonne o vestiti succinti. Vuoi mettere il gusto di spogliarle da te?