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10nov/0911

Sul “Problema giovanile”

Ogni giorno per le strade della mia città osservo gli adolescenti che escono da scuola. Ogni tanto mi capita anche di sentire i loro discorsi, quando per caso mi trovo seduto vicino, nei bus più trafficati.Ogni generazione è figlia di quella precedente, e in un certo senso nuova, con nuovi stimoli, nuova etica, nuovi valori.
De Andrè diceva  "Io penso che non è che i giovani di oggi non abbiano valori, hanno sicuramente dei valori che non siamo riusciti a capir bene, perché siamo troppo affezionati ai nostri".

Sinceramente nonostante il mio impegno, non riesco a scorgere i valori delle nuove generazioni. Forse perché ormai l'etica di queste generazioni si è mischiata con la solitudine dell 'uomo, con la paura fottuta del futuro, con pesante pressione sociale e sopratutto economica. Cinquant'anni di Marketing, di pubblicità sfrenata, per arrivare alla tautologia IO=IO. Tutto qui. DEVI diventare qualcuno. DEVI indossare questo, o sarai out. Un disadattato. DEVI mangiare questo e quello, DEVI mangiare in questi locali. DEVI essere importante, stimato, pieno d'amici. DEVI avere la maglietta del momento. DEVI partecipare alla feste e ai prive del momento. DEVI fare i soldi, perché nessuno ti regala niente. DEVI fottertene dell'amore e dell'amicizia, perché sei solo. TU sei TU.

E grazie a chi siamo arrivati a questo? Grazie alle vecchie generazioni.
Le stesse vecchie generazioni che si elargiscono a detentori supremi dell'esperienza, della memoria storica, della cultura. Non siete riusciti a cambiarlo voi il mondo una trentina di anni fa, ed ora prendete di dirci cosa cazzo dobbiamo fare. Siete alla frutta, come questo mondo. Ogni volta mi faccio delle grosse risate, ad ascoltare bacchettoni.

C'è chi ti dice che i giovani sono poco informati.
Una parte dei giovani, diciamo una parte inconsapevole è poco informata. Avete provato mai a chiedervi il perché? Avete mai provato a pensare di chi è la colpa? La colpa è proprio vostra, cari bigotti del cazzo. L'informazione è fondamentale in una democrazia, è il cane da guardia del popolo, che consente di tenere sempre gli occhi vigili, che consente l'idea stessa di democrazia. Grazie al disinteresse politico e sociale, grazie alla corruzione, grazie all'assoggettamento alle lobby economiche, di cui siete tutti complici attivi o passivi, grazie a tutto questo che i giovani non sono informati. Nessuno gli ha mai insegnato cosa vogliono dire veramente parole come libertà di espressione, arrivismo sociale, attivismo cittadino. Nessuno. Avete preferito il centro commerciale al cinema impegnato, avete preferito le sere davanti alla cara amica televisione piuttosto che le assemblea cittadine. Avete preferito la verità più conveniente al vostro piccolo, ai vostri interessi invece che la VERITÀ' oggettiva dei fatti.
Pensate di avere la memoria storica che vi consente di prendere migliori decisioni di chi invece non c'è l'ha. Ma quale cazzo di memoria storica avete? Non siete riusciti a sapere chi è il mandate delle stragi di Falcone e Borsellino. Di Ustica. Del rapimento Moro. Del compromesso storico. Della svendita totale dello stato italiano. Della perdita di sovranità popolare. Della perdita dei diritti civili. Dell'omicidio Kennedy. E potrei continuare per ore. Allora quale minchia di memoria storica avere? Quella che vi hanno inculcato nel vostro cervellino bacato. E se qualche giovane si mette in contatto con gli altri attraverso la rete, prova a parlare, informarsi, fare luce sui vecchi e nuovi misteri storici, cosa fate? gli emarginate o gli etichettate come complottisti.
La storia la scrivono i vincitori. E voi state sicuramente state dalle parte dei vinti.

Quando guardate i giovani allo sbando e criticate, provate a chiedervi il perché dei mali delle nuove generazioni. Provateci, la risposta potrebbe essere in fondo a voi stessi, più vicina di quanto crediate.

N.b. Visto che ho ricevuto svariate critiche per il metodo con il quale ho espresso le mie opinioni, vorrei rendervi partecipe del fatto che è un post di rabbia, e come tale deve essere preso. Mi sono sfogato con queste parole. Comunque rimango sempre molto più signorile con questo articolo degli stessi che accuso nel suddeto, che di certo non hanno nelle loro qualità quella di esprimere la propria opinione serafici e nel rispetto dell'interlocutore.

Commenti (11) Trackback (1)
  1. pienamente d’accordo

  2. Mi fa piacere cara chiara. E’ da troppo che ci dicono che siamo la rovina del mondo. (Mi includo anche se non sono più cosi giovane)

  3. MA chi te lo dice che sei la rovina del mondo?! Entra nel fight club e non fa er piagnone!! ;-)

  4. complimenti, sei una giovane molto maturo e dalle idee piuttosto forti e chiare. Condivido in buona parte la tua rabbia, un tempo è stata anche la mia, ma credimi arriverai ad avere pietà o meglio tenerezza per queste generazioni di genitori pre- berlusconiani quando capirai che ha fatto molto male anche a loro capire troppo tardi, che hanno sottovalutato, hanno chiuso gli occhi per stanchezza, hanno lasciato che rubassero il nostro futuro, che sputassero sul loro passato.

  5. @renatino: io non penso di essere la rovina del mondo.. è solo che certi giorni è frustrante sentire parlare esclusivamente di come i giovani rovinino il mondo.. cosi per sentito dire.. anzi per dire qualcosa.. è frustrante.. perché poi un giovane se sente ogni giorno sempre questo poi si convince.. è quello il problema.. ci convincono a mollare.. prima di aver provato..

    @Lorenzo: ti ringrazio per i complimenti, è sempre piacevole riceverli, sopratutto se scrivi poco.. ti sprona a scrivere di più. Tornando al tema, sono d’accordo che magari ha fatto del male anche a loro capire troppo tardi tutto.. ma è anche vero che mi aspettavo un minimo di onestà intellettuale e coerenza da parte loro.. invece continuano a mentire a noi e sopratutto a loro stessi.. perché è troppo difficile ammettere di aver buttato la tua vita al cesso e constatare che sei solo un cazzo di numero..

  6. Io che qualche anno in più ce l’ho (più di 40) direi che non vale la pena scaldarsi tanto, ti cito infatti una frase dalla Dichiarazione di Indipendenza degli USA: “[...] l’esperienza ha mostrato che l’umanità è disposta a soffrire, finché i mali sono tollerabili, piuttosto che farsi giustizia abolendo le forme di governo a cui è usa [...]“. Non è un problema di una generazione o di un altra, chiamiamola un’evidenza sperimentale già da tempo verificata. La maggioranza delle persone preferisce protestare o scannarsi a parole (o allo stadio, quello sì che è utile…!) invece di assumere un ruolo attivo per cambiare le cose. Le rivoluzioni sono il risultato, scusami l’azzardato paragone chimico, di una minoranza “catalizzatore” su di una massa che agisce solo in senso termodinamico, se capisci cosa intendo dire… Insomma, la minoranza deve trovare il modo di abbassare la soglia di reazione della massa. Il punto è, anche se per ventura gliela si abbassa, in che direzione andrebbe la “reazione”? Questo è ciò che dobbiamo temere in questo momento.

  7. Caro Arthur, condivido in parte quello che dici. Innanzitutto grazie per il tuo commento.
    Iniziamo dal “non vale la pena scaldarsi tanto”. Vedi io scrivo per vari motivi, uno è quello di sfogarmi. Quindi alcune volte mi lascio andare nel testo, per liberarmi da pesi che ho in testa, o se ci credi, nell’anima.
    Che la maggior parte delle persone si preferisce scannare a parole non è in ombra di dubbio. Già dai tempi di Platone si parlava per parlare, e lo stesso Platone spesso ne è un esempio. Socrate si divertiva a fare il marzullo e dopo aver bevuto sette litri di vino andavano a dormire. Tanto loro la moneta in saccoccia l’avevano. Platone era tra i più ricchi di Atene, cosi come il figlio del medico più famoso del pireo: Aristotele. Loro avevano già soldi, quindi si potevano dedicare a disquisire di diversi aspetti. Ma c’era e c’è ancora chi oltre alle parole deve anche trovare il modo di sopravvivere. Oggi non è cambiato nulla, solo che sono sopratutto i giovani che soffrono la crisi economica e quindi che devono in un modo o nell’altro arrangiarsi e combattere giorno dopo giorno. E’ facile avere un lavoro stabile e obbiettare che pochi provano a cambiare le cose. Ma tu non pensi che debba essere proprio chi sta meglio socialmente ed economicamente a poter avere qualche speranza di riuscire almeno a scalfire il sistema reggente? e qua si torna al punto di prima.. chi può cambiare la società? i giovani avrebbero la voglia e la capacità, i vecchi le possibilità economiche e sociali. E’ un eterna lotta secondo me. Questo per dire che la lotta tra le generazioni c’è sempre stata.
    Per quanto riguarda la minoranza “catalizzatrice” sono d’accordo. E sono d’accordo anche sul domandarsi dove debba andare la reazione.. per ora strade percorribili non ne vedo, oppure non sono ancora in grado di vederle. Certo è che il pensiero di Marx (che è diverso dal marxismo) con tutte le sue contraddizioni e i suoi sbagli, aveva provato a trasformare per sempre la concezione di umanità, aveva provato a far capire che la direzione nella quale si andava -morte dei rapporti inter-personali ed egoismo senza freni- è senza ombra di dubbio errata. Invece bisognava considerare la popolazione umana senza barriere ne confini di nessuna natura. Un unico grande popolo che cerca di migliorarsi ogni giorno.. ci siamo riusciti? no! abbiamo preferito provare la coca-cola che una nuova strada..

    Ora siamo persi e non sappiamo dove andare.. Aspettiamo un altro Marx? non te lo so dire..

  8. …ma quanti anni hai dr34m? se tutti i ragazzi la pensassero come te sarebbe meraviglioso.
    Ma di quelli che conosco io (e ne conosco molti) non ce n’è uno.
    Il sistema di disinformazione e distrazione di massa è pienamente efficiente.
    Cio nonostante i giovani rimangono “l’unica speranza”.

  9. Ciao, sono un 27enne. Condivido le tue sensazioni ed emozioni ma non l’analisi. In primo luogo il problema della memoria e della sua difformità affligge anche la nostra generazione. La maggior parte di noi, ad esempio, non ha chiaro cosa sia realmente successo a genova e continua ad imputare a placanica la morte di carlo giuliani nonostante inchieste e indizi puntino con forza ad individuare altre responsabilità. Il problema è che la verità esce fuori anni dopo che i fatti avvengono quando magari chi quei fatti li ha esperienzati è ormai immerso in altri contesti ed interessi. Quanti cinquantenni\sessantenni sanno le origini e i finanziamenti di lotta continua? Quanti si interrogano sul vero ruolo delle brigate rosse piuttosto dell’autonomia\potop? Questo non avviene solo per pigrizia ma anche e soprattutto per spirito di sopravvivenza dell’ego: l’identità è frutto della memoria che è per lo più suggestione e mito. Chi negli anni settanta ha militato e lottato preferisce di gran lunga un epilogo da sconfitto senza macchia che di illuso manipolato. È più facile immaginare i fascisti cattivi contro i compagni buoni che contestualizzare i fatti usando l’ormai desueto materialismo storico. Ci sono poi altri problemi che affliggono i cinquantenni\sessantenni e fra questi il più rilevante per me, figlio e padre con dei genitori\suoceri di quell’età, è l’emancipazione che hanno creduto di ottenere. Questa generazione infatti ha spesso compiuto una piccola ma significativa emancipazione di classe passando da “proletari” o figli di, a benestanti salariati ed hanno compiuto (meglio continuano a compiere) l’errore di credere (o aver creduto) che questa fosse data e assodata. In conseguenza di ciò impongono a noi figli l’obbligo morale di mantenere quello stato sociale assommando così alla difficoltà di stabilizzare il proprio reddito quella di non avere il loro supporto se non quando la loro aperta ostilità. Quante volte li hai sentiti dire che non abbiamo voglia di fare un cazzo o che è colpa nostra se non ci troviamo una sistemazione stabile? In questa contraddizione, in questa incapacità di leggere se stessi e quindi le nostre esistenze sta, a mio avviso e a grandi linee, se non il conflitto quantomeno l’incomprensione fra le generazioni padri\figli. Ora che anche le loro certezza vacillano le cose cambieranno ma è comunque triste osservare l’egoismo di questa generazione che per comprendere un problema lo deve necessariamente vivere.

  10. Ciao,
    sono un insegnante di sostegno e ho la fortuna di poter guardare i ragazzi da una posizione privilegiata. Attraverso gli occhi dei miei ragazzi e attraverso quelli dei professori. Spesso non vengo considerato un vero insegnante, quindi li sento più da vicino. I ragazzi di oggi hanno la fortuna di vivere nel momento in cui il Nulla è già entrato in Fantàsia.
    Per chi ha letto la Storia Infinita. A un certo punto i sogni degli uomini iniziarono a scomparire. C’era bisogno di trovare nuovi sogni e dell’innocenza di un bambino per dare una nuova luce di speranza. Ora il Re è nudo. E tutto sta cambiando. Ora che la lotta per le risorse si fa più dura e la competizione diventerà stringente, i ragazzi avranno nuove possibilità di lotta. Certo i prossimi anni saranno durissimi. Specie per i ragazzi occidentali, non abituati a soffrire. Ma la sofferenza sarà utile. Servirà a qualcosa. Il Nulla avanza e sempre più ragazzi diventeranno consapevoli del Nulla che li avvolge nel momento in cui salteranno tutte le reti di protezione. Il risveglio sarà amaro. E cadranno tutte queste ipocrisie nel momento in cui semplicemente non potranno essere sostenute.

  11. @ Lestre:
    ti ringrazio per i complimenti. Viaggio sui 25 anni.. Io conosco alcune persone che la pensano come me, non troppe ^^
    Io capisco chi non ha voglia/tempo per considerare alcune di queste tematiche, perché la vita è dura e piena di impegni per tutti. Certo cerco di parlare e discutere con più persone possibili per portare avanti questi discorsi.. non è facile, ma penso che sia necessario!

    @FlexWorker:
    Come ti capisco! Quante volte dai cinquantenni ho sentito che è colpa nostra se non c’è una situazione stabile, che è colpa nostra se saremo la prima generazione a guadagnare meno dei nostri padri. Oppure di come stiamo rovinando il mondo con le nostre stupide pretese come l’ecologia, i diritti sessuali, le unioni di fatto non religiose e l’apertura verso l’extracomunitario, il diverso.. Li ho sentiti tante volte che ho dovuto spesso scrivere o parlare per sfogarmi da questi stupide invettive contro i giovani. Purtroppo pochi sono dotati di auto-critica e di una mente aperta e razionale. Per loro leggere un quotidiano e guardare il tg è informarsi. Per fortuna la nuove generazioni stanno capendo che è esattamente il contrario: Disinformarsi!
    Come disse Woody Allen: “Le previsioni del tempo sono le uniche differenze tra i principali canali televisivi”
    Grazie per il tuo commento.
    ps per quanto riguarda la memoria storica dei compagni e dei fascisti non potremo mai avere ora delle risposte. Tra 40-50 anni forse sapremo qualche scomoda verità ma solamente perché ormai non la ritengo più degna di creare “dissidi” e “mobilitazioni” sull’opinione pubblica.

    @Corvo Rosso
    Innanzitutto ti stimo e ti ringrazio per il lavoro che fai. Chi non ti considera un insegnante probabilmente non ha capito qual’è lo scopo dell’insegnamento.
    Spero che tu abbia ragione sull’avanzare del nulla e sul risveglio generale.. io personalmente vorrei veramente credere che questa prospettiva fosse possibile. Mentre ultimamente vedo solamente un avvicinamento a quel sistema che Orwell in 1984 ha descritto benissimo.

    @ per tutti:
    un altro spunto sul tema:
    http://www.dr34m1ng.it/2010/02/23/un-paese-per-vecchi/


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