Vi prego! spegnete la luce: Il trattato di Lisbona.
Immaginatevi di essere bambini. Immaginatevi di ascoltare una favoletta. Di quelle che si ascoltano per addormentarsi. C'era una volta un piccolo continente, vecchio e con una grande storia, fatto di popoli diversi tra loro, ma accomunati da tante ere di lotte, cultura e ideologie. Immaginatevi di essere al buio pesto. La nostra storia inizia qualche anno fa..
Capitolo Uno: Se la strada è bloccata, scaviamo sotto.
In questi giorni, con la firma del presidente ceco Klaus, dopo un lungo iter, il Trattato di Lisbona, ratificato da tutti gli stati membri, sarà a tutti gli effetti la prima Costituzione Europea.
Proprio cosi, forse le parole "Costituzione Europea" possono apparire forti, ma è un po' come quando i nostri occhi non sono abituati alla luce, c'è sempre un senso di disorientamento, poi ci si abitua. In effetti stando ai fatti questo non famoso Trattato di Lisbona, non è altro che la vecchia costituzione europea che era stata bocciata da referendum popolari in Francia ed Olanda nel 2005.
Cosi quando si sono accorti che per via delle contraddizioni presenti - che vedremo dopo - non si poteva continuare con la storia della costituzione approvata dai tutti i popoli ad essa soggetti, hanno optato per passare da una via più breve, e molto più facile da prendere. Imporre questa costituzione sotto forma di Trattato. E badate bene che non si tratta dei soliti trattati sul clima, sul disarmo nucleare che siamo abituati a sentire da tempo. Qui c'è in ballo tanto, ma davvero tanto, del nostro futuro come cittadini Europei ed Italiani.
Prima di passare ai fatti vi riporto una frase molto significativa di uno dei padri costituenti dell'unione Europea:
Le nazioni dell’Europa dovrebbero essere guidate verso il superstato senza che i loro popoli sappiano cosa sta accadendo.
Jean Monnet
Capitolo Due: Conosci il tuo nemico.
Partiamo analizzando le maggiori contraddizioni di questo trattato, per poi passare al come quest'ultimo sia stato approvato.
Innanzitutto una notizia puramente matematica. Il trattato è formato da circa 70 articoli. La vecchia costituzione Europea - quella bocciata - era formata da circa 450 articoli. Va però detto che la maggior parte degli emendamenti inclusi nella costituzione, sono stati inclusi anche nel trattato. Quindi non vi fate imbrogliare da puri calcoli matematici. Posso scrivere un solo articolo che ne comprende mille. Ma passiamo ai punti cardine:
- Il Trattato di Lisbona modifica e sostituisce i vecchi trattati Europei (come quello fondamentale di Maastricht), e afferma una volta per tutte la prevalenza del diritto comunitario su quello nazionale.
Vorrei che questo concetto sia chiaro e limpido. Perché questo passaggio è senza mezzi termini, mostruoso. Andato avanti in questa lettura lo capirete ancora di più.
In parole povere qualsiasi legge a livello Europeo avrà valore in tutti gli stati annullando le precedenti leggi nazionali. Possiamo fare un esempio, parlando della privatizzazione dell'acqua di cui tanto si parla in questi giorni. Se a Bruxelles decido che l'acqua deve essere all 80% privata, che noi lo vogliamo o no, o che i nostri politici lo vogliano o no, non importa. Se il parlamento italiano decide che invece sarà pari al 20%, varrà la norma comunitaria, punto e basta. Vabbè, qualcuno potrebbe fare un obbiezione adducendo al fatto che il parlamento europeo può cambiare la legge, e nello stesso ci sono gli appartenenti ai singoli stati scelti dal popolo. Quindi volendo i nostri politici, congiuntamente a quelli stranieri possono cambiare le leggi. E invece le cose non stanno esattamente cosi. - Nella nuova Europa il parlamento Europeo ha solo una funzione consultiva. Non vi strabiliate leggendo questa affermazione. Posso capire che gli occhi non si sono ancora stabilizzati alla vista della luce. Nella nuova unione Europea, sono tre i detentori del potere decisionale. Prima di tutto i "Commissari", ovvero, 27 persone non necessariamente elette dal popolo, uno per ogni nazione. Poi c'è il Consiglio, anche quest'organo formato da persone non necessariamente elette dal popolo. Ed infine la BCE (Banca Centrale Europea), della quale non si può dire che sia un istituto aperto a votazioni o democratico. Queste poche persone decideranno qualsiasi aspetto della vita di mezzo miliardo di persone. Qui è inutile pure commentare, ognuno penso che abbia abbastanza coscienza critica per farsi un opinione in merito. La mia è che tutto questo con la democrazia rappresentativa ha poco a che fare.
Poi ci sono due cariche puramente nominative: il Presidente del Consiglio Europeo e il Ministro degli esteri, che svolgono solamente funzioni di garanzia e rappresentanza all'estero (sono fresche fresche le prime nomine). Questo basterebbe a muovere quantomeno qualche critica, qualche opinione. Ed invece l'Europa tace. - Il Trattato di Lisbona inoltre dice sostanzialmente anche:
- Reintroduzione della Pena di Morte.
Avete capito bene. La norma è un po confusa ed ambigua. Hanno scelto molto bene di non nominare direttamente queste parole ma si rimanda alla "carta dei diritti fondamentali", che nell'articolo 2 prevede la pena di morte per reprimere "una sommossa o un insurrezione". Capite quanto siano ambigue ma sopratutto pericolose queste parole? dove è la differenza tra una grande manifestazione e una sommossa popolare? chi si può arrogare il diritto di uccidere qualcuno perché insorge contro qualcosa? Un popolo non ha forse il diritto di insorgere se pensa che sia giusto? e sopratutto da quando si sdogana cosi la pena di morte? la ciliegina sulla torta è il prossimo punto.
- Sarà illegale manifestare contro l'unione Europea.
Quando mi è stato fatto notare un passaggio del trattato da un utente su un forum, che diceva proprio questo, mi sono seriamente preoccupato. Perché va bene che abbiano deciso per noi tutte le cose sopra, ma almeno conservavo la speranza di un "risveglio" generale, che con la luce - ovvero l'informazione - i cittadini europei capissero il pericolo e mettessero fine a questo obbrobrio. E invece no. Il trattato di Lisbona è un punto di non ritorno. Non si potrà manifestare contro l'Unione Europea. Non si potrà tornare indietro. Non si potrà chiedere di essere esclusi da essa. E' come il patto con il diavolo nell'immaginario cinematografico: una volta fatto non si torna indietro.
- Il Trattato prevede missioni di pace ma anche missioni offensive. E non solo. Ci dovrà essere mutuo soccorso militare tra gli stati membri. Il famoso "Il popolo italiano ripudia la guerra" va a farsi benedire. (Anche se già con le missioni di pace si era fatto un passo verso questa direzione, ma questo è un altro discorso). Ci sarà la possibilità di missioni in offesa a qualcuno, pensate alla pericolosità di una cosa del genere. Non oso immaginare alle conseguenze.
- Le polizie di tutti gli stati dovranno giurare fedeltà all'unione europea. Per chi si rifiuta c'è il licenziamento. Qui mi astengo da commenti, non posso dire se sia al 100% giusto o sbagliato. Qualcuno più vicino alle forze armate potrà fare le sue riflessioni. Io sono ignorante in materia.
- Liberalizzazione dei contratti salariali. Non esisteranno più quelle norme, che per fortuna nel nostro paese sopravvivono ancora, che tutelano i contratti dei lavoratori. Chiunque si occupi di diritto del lavoro vi può dire che sono la base e che non si può prescindere da esse.
E potrei continuare perché c'è ne sono di ambiguità nel trattato. Scritto appositamente in linguaggio ostrogoto, ma per fortuna con tanta pazienza si può capire passo passo. Se non credete a quello che sto dicendo, siate liberi di scaricare e leggere il trattato, si trova su internet, come si trova tanto altro materiale a commento, video, articoli, libri. Per fortuna sulla rete è partito subito il dissenso. Ci sono professori universitari, politici, cittadini, giornalisti, scienziati, intellettuali che cercano di spiegare la schifezza che si è compiuta con questo trattato.
Capitolo Tre: Il Buio Pesto
Per continuare la favola, a questo punto ci si aspetta la riscossa. Ci si aspetta che la popolazione Europea si ribelli. Diciamo che in parte ci ha provato. Innanzitutto come detto prima Francia ed Olanda avevano bloccato attraverso un referendum la costituzione. Hanno capito l'errore e si sono fatti furbi, attuando la strategia del silenzio. Hanno cambiato nome alla costituzione, proponendola come un trattato, hanno tolto la bandiera e l'inno unico, e sopratutto hanno fatto in modo che se ne parli il meno possibile. Assolutamente il meno possibile. Quindi ogni stato ha ratificato il trattato attraverso il parlamento, senza passare dal popolo nazionale. Anche quello italiano, il 31/07/2008 ha ratificato il trattato con 551 favorevoli, nessun astenuto, nessun contrario. Ed è passato sotto il silenzio assoluto. Nessuno ha aperto bocca, solo una povera giornalista del Secolo, se non sbaglio, aveva scritto una dura critica, ed era stata bollata come euroscettica. Per il resto nessun telegiornale, trasmissione di approfondimento, trasmissione politica, radio, giornale o persona singola ha mai pronunciato la parole Trattato di Lisbona. Un vuoto scalfito solamente dalle notizie che arrivavano dall'Irlanda che dopo il primo no, attraverso un referendum, ha poi deciso per il si, sotto pesanti pressioni esterne, campagne di destabilizzazione nazionale, aiuti economici dall'unione e anche qualche truffa nel conteggio dei voti. Non sono mie supposizioni, tutti fatti storici, di cui si possono rintracciare facilmente le fonti.
Conclusioni
La cosa più bella di questa favola, è che è reale, è viva, condizionerà la nostra vita. Questa nuova Europa mi fa paura. Meglio rimanere nel buio. Spegnete la luce, per favore.
N.B. Tutto quello che ho scritto in questo articolo non è frutto della mia fantasia. Ogni singola dichiarazione è documentata, o dal trattato stesso, o da altre fonti, che posso citare a richiesta. Questi punti che ho elencato sono stati per fortuna portati a conoscenza da poche persone, ma grazie alla rete stanno man man diffondendosi. INFORMARSI è la soluzione.
Che voglio fare da grande? Il lavoratore
Quando si finiscono le superiori arriva un dei momenti cruciali della vita di ognuno di noi. Arriva il momento del grande salto. Ci si trova davanti alla scelta di continuare gli studi o di proseguire nel mondo del lavoro.Nel mio piccolo paesino meridionale, se scegli di immetterti nel mondo del lavoro lo fai principalmente per tre motivi.
Vado a mettere una firma
Sicuramente in cima alla lista, c'è l'amatissima carriera militare. E' già. Il tipico genitore o parente di questi piccoli paesini, stanne certo che propenderà per consigliarti questa strada. "E' uno stipendio sicuro" ti diranno. "Una volta che entri se non fai cazzate, stai bene per tutta la vita". Credetemi è un comportamento diffusissimo. Pensano che la carriera militare sia un lavoro che ti mette in una botte, protetto per tutta la vita. E cercano in tutti i modi di farti entrare in questi giri: raccomandazioni, soldi, spintarelle, non importa. L'importante è entrare. Non importa se poi concedi i tuoi anni migliori a ufficiali folli che hanno come solo obbiettivo farti diventare un vegetale. Il classico lavaggio del cervello. Fateci caso se avete uno o più amici che sono in polizia,esercito,marina,finanza ed altre. Fateci caso al cambiamento di ognuno di loro. Un giorno partono e quando li vedi dopo un anno, già si inizia ad intravedere un cambiamento. Adesso camminano fieri. La divisa si fa sentire. Si sentono tutti importanti, potenti.Parlano tra di loro di tutti gli aspetti della grande carriera che gli aspetta. Partono ragazzi e tornano uomini, cosi si diceva. Io direi che più che altro tornano schiavi. Barattano un esistenza sicura, che poi io non scorgo tutta questa sicurezza lavorativa o grande retribuzione, con tutto quello in cui credono. Ho visto ragazzi partire con degli ideali, con la voglia di vivere, ed ho visto tornare fantasmi. Piccoli fantasmi che vagano. Mi basta guardargli negli occhi e riconoscere in loro il vuoto. Piccoli automi che sanno andare da qui a li, senza chiedersi il perché, senza chiedersi se sia giusto. Prendono in mano un arma come fosse un cacciavite. Ne parlano come fosse la loro compagna. Parlano di interventi, missioni, si bullano di aver sparato per davvero in talune circostanze. O addirittura si bullano di aver ucciso in qualche circostanza. Anche solo un cane o un gatto, per provare il loro cacciavite. Si glorificano di non pagare quando escono in divisa, di essere rispettati e riconosciuti. Di essere qualcuno. Se poi quel qualcuno non è esattamente la giusta o naturale evoluzione della propria persona non importa. SONO QUALCUNO. E poi vuoi mettere il fascino della divisa?
L'azienda di papà.
Al secondo posto di questa speciale classifica, c'è l'ambitissimo posto di papà. Già da quando fai le scuole medie, se i tuoi genitori, ma potrebbero essere anche i nonni o gli zii, hanno un attività, stanne certo che cercheranno di farti continuare la suddetta, senza che tu ti renda conto, anche perché non hai il tempo, se questa è la tua strada o no. I casi sono svariati e molteplici, dalle pizzerie alle medie industrie. Anche se non c'è il bisogno reale, sarai fin da piccolo legato a tale attività. Alcune volte può anche succedere che ti facciano prima studiare, ad esempio economia, per portare avanti l'azienda familiare. Alcuni pensano che sia un atto dovuto e naturale, io non ne sono cosi sicuro. Quante attività ho visto fallire, o essere svendute, perché dopo un tot di anni, chi subentra si accorge che quella vita non la riesce proprio a fare. Che l'eredità lavorativa non è altro che un pesante macigno nella ricerca della propria strada. Finisce nella maggior parte dei casi che ti ritrovi a fare un lavoro che odi, ma che sei, per una serie di cause, costretto a portare avanti. E' talmente brutto che ho visto persone perdere la voglia di vivere, perchè ogni giorno fanno qualcosa che non è congruente alla persona che la compie.
Studiare è un emerita cazzata.
Per finire questo piccolo excursus, arriviamo alla motivazione che preferisco. La più interessante sicuramente. Quando sento dire che "il lavoro nobilita l'uomo", o che "studiare non serve a niente" perché "entri troppo tardi nel mondo del lavoro" oppure "perché oggi neanche i laureati trovano lavoro, perdi solo anni", mi viene un orticaria celebrale che solo un edizione del tg4 può calmarmi. Ci hanno fatto credere, subito dopo la prima guerra mondiale, che lavorare è lo scopo primario che dobbiamo perseguire. Perché lavorare ti rende libero. Perché lavorando capisci veramente cosa è la vita e come si suda il pezzo di pane che mangi. Perché l'uomo è nato per lavorare. Perché bisogna vivere per lavorare. Il tuo lavoro ti permette di accedere ai beni più importanti. Non devi accontentarti di quattro mura e un buon pasto. Devi lavorare di più o cambiare lavoro per permetterti tutto quello che ti serve. Quello che ti è NECESSARIO. Come la casa più bella del vicino, il suv più grande del vicino. L'ultimo modello di PC, l'ultimo i-phone, l'ultimo lettore musicale. La barca in porto, le case al mare, i viaggi nei posti più in, magari quelli dove vanno i vip e potrei continuare per ore. La mentalità ricorrente, nei paesini dove io sono nato, è in parte questa. Studiare serve solo se dopo quello che fai, ti permetta di lavorare. Cioè il famoso "pezzo di carta". D'altronde capisco queste persone. Venivano dalla miseria e sono state plagiate per essere schiavi. Ma noi, possiamo capire che tutto questo è sbagliato. Perché noi siamo la prima generazione nella storia degli ultimi duecento anni, che guadagnerà mediamente di meno di quella precedente. Siamo il modello estremo di schiavi, il modello più recente, più tecnologico: i precari. Il futuro è vivere alla giornata. Il futuro è obbedire, produrre, crepare. Senza creare neanche troppo disturbo.
Il mio invito a tutti quelli che si accingono alla maturità non è certo quello di continuare a studiare per forza. O di non andare nelle forze armate o mille altre cose che ho detto sopra. Il mio consiglio è INFORMARSI, PENSARE, PRODURRE OPINIONI.
Si va bene, siamo degli schiavi. Ma se iniziamo anche a ragionare e comportarci da schiavi, siamo già morti in partenza.
Notizie dal Fronte #2
Il Papa lancia un monito: "Basta Sprechi!". Nella foga del comizio perde uno dei sette anelli d'oro e pietre preziose.
Per qualcuno da quelle parti è stato come vincere a Win For Life.
Tra No B-Day e Si B-Day non è importante da quale parte tu sia, l'importante è che ci sia la B.
Il portavoce del PDL Daniele Capezzone dichiara: "Io tifoso della Juventus? Ma quando mai, da ragazzo avevo tutta la camera tappezzata di poster con i miei idoli rossoneri"; poi aggiunge "Ve lo giuro! sono una persona coerente!"
Ma subito dopo si corregge: "Ok! ok! ho esagerato, l'ho sparata grossa. La mamma non mi permetteva di avere poster in camera, si rovinava la carta da parati."
Hackerato il sito del Ministro Brunetta. I cracker si difendono: "Volevamo solo vedere se è veramente cosi basso o è solo lontano".
Gheddafi cerca 500 ragazze per un galà. Però precisa: niente minigonne o vestiti succinti. Vuoi mettere il gusto di spogliarle da te?
Sul “Problema giovanile”
Ogni giorno per le strade della mia città osservo gli adolescenti che escono da scuola. Ogni tanto mi capita anche di sentire i loro discorsi, quando per caso mi trovo seduto vicino, nei bus più trafficati.Ogni generazione è figlia di quella precedente, e in un certo senso nuova, con nuovi stimoli, nuova etica, nuovi valori.
De Andrè diceva "Io penso che non è che i giovani di oggi non abbiano valori, hanno sicuramente dei valori che non siamo riusciti a capir bene, perché siamo troppo affezionati ai nostri".
Sinceramente nonostante il mio impegno, non riesco a scorgere i valori delle nuove generazioni. Forse perché ormai l'etica di queste generazioni si è mischiata con la solitudine dell 'uomo, con la paura fottuta del futuro, con pesante pressione sociale e sopratutto economica. Cinquant'anni di Marketing, di pubblicità sfrenata, per arrivare alla tautologia IO=IO. Tutto qui. DEVI diventare qualcuno. DEVI indossare questo, o sarai out. Un disadattato. DEVI mangiare questo e quello, DEVI mangiare in questi locali. DEVI essere importante, stimato, pieno d'amici. DEVI avere la maglietta del momento. DEVI partecipare alla feste e ai prive del momento. DEVI fare i soldi, perché nessuno ti regala niente. DEVI fottertene dell'amore e dell'amicizia, perché sei solo. TU sei TU.
E grazie a chi siamo arrivati a questo? Grazie alle vecchie generazioni.
Le stesse vecchie generazioni che si elargiscono a detentori supremi dell'esperienza, della memoria storica, della cultura. Non siete riusciti a cambiarlo voi il mondo una trentina di anni fa, ed ora prendete di dirci cosa cazzo dobbiamo fare. Siete alla frutta, come questo mondo. Ogni volta mi faccio delle grosse risate, ad ascoltare bacchettoni.
C'è chi ti dice che i giovani sono poco informati.
Una parte dei giovani, diciamo una parte inconsapevole è poco informata. Avete provato mai a chiedervi il perché? Avete mai provato a pensare di chi è la colpa? La colpa è proprio vostra, cari bigotti del cazzo. L'informazione è fondamentale in una democrazia, è il cane da guardia del popolo, che consente di tenere sempre gli occhi vigili, che consente l'idea stessa di democrazia. Grazie al disinteresse politico e sociale, grazie alla corruzione, grazie all'assoggettamento alle lobby economiche, di cui siete tutti complici attivi o passivi, grazie a tutto questo che i giovani non sono informati. Nessuno gli ha mai insegnato cosa vogliono dire veramente parole come libertà di espressione, arrivismo sociale, attivismo cittadino. Nessuno. Avete preferito il centro commerciale al cinema impegnato, avete preferito le sere davanti alla cara amica televisione piuttosto che le assemblea cittadine. Avete preferito la verità più conveniente al vostro piccolo, ai vostri interessi invece che la VERITÀ' oggettiva dei fatti.
Pensate di avere la memoria storica che vi consente di prendere migliori decisioni di chi invece non c'è l'ha. Ma quale cazzo di memoria storica avete? Non siete riusciti a sapere chi è il mandate delle stragi di Falcone e Borsellino. Di Ustica. Del rapimento Moro. Del compromesso storico. Della svendita totale dello stato italiano. Della perdita di sovranità popolare. Della perdita dei diritti civili. Dell'omicidio Kennedy. E potrei continuare per ore. Allora quale minchia di memoria storica avere? Quella che vi hanno inculcato nel vostro cervellino bacato. E se qualche giovane si mette in contatto con gli altri attraverso la rete, prova a parlare, informarsi, fare luce sui vecchi e nuovi misteri storici, cosa fate? gli emarginate o gli etichettate come complottisti.
La storia la scrivono i vincitori. E voi state sicuramente state dalle parte dei vinti.
Quando guardate i giovani allo sbando e criticate, provate a chiedervi il perché dei mali delle nuove generazioni. Provateci, la risposta potrebbe essere in fondo a voi stessi, più vicina di quanto crediate.
N.b. Visto che ho ricevuto svariate critiche per il metodo con il quale ho espresso le mie opinioni, vorrei rendervi partecipe del fatto che è un post di rabbia, e come tale deve essere preso. Mi sono sfogato con queste parole. Comunque rimango sempre molto più signorile con questo articolo degli stessi che accuso nel suddeto, che di certo non hanno nelle loro qualità quella di esprimere la propria opinione serafici e nel rispetto dell'interlocutore.
La coop sei tu!

Ho sempre pensato a questa frase. Non sono qui a discutere il senso della pubblicità, che è stata pensata per promuovere l'aspetto cooperativo del supermercato in questione. Penso invece alla tautologia "Io=Coop ".
Siamo veramente il nostro supermercato?
Io non credo.
In un supermercato è tutto troppo ordinato. Io sono un vulcano caotico dalla nascita. Non ho una rigida compartimentazione delle idee, è tutto un calderone.
In un supermercato tutto ha un prezzo. Io non vendo tutto. Alcune cose restano mie e non ho intenzione di cederle ne condividerle, neanche per tutti i soldi del mondo.
In un supermercato la mela è senza difetti. Il pomodoro è perfettamente rotondo, di un rosso acceso. Le melanzane sono color melanzana preciso, che sembra uscito da un effetto di photoshop. I peperoni sono di color giallo o rosso, perfetto, come quello dei finti fiori di plastica. Eppure io non sono cosi. Io ho un piede leggermente più lungo dell'altro. Il mio viso non è perfetto, alcune volte ho anche dei brufoli. I miei capelli non sono a tinta unita.
In un supermercato tutto è a portata di mano. Non hai tempo per fare l'insalata? C'è quella già pronta! le lasagne? Pronte! Il primo che ti faceva la nonna con tanto amore? Pronto! In soli cinque minuti! Io non ho la possibilità di avere qualcosa di già preparato, pronto per essere consumato. I miei pensieri li devo elaborare. L'amore lo devo cercare,conquistare, mantenere e vivere. Quello che si fa in cinque minuti non è amore, è solo uno sfogo.
In un supermercato finisci sempre per comprare qualcosa in più di quello che ti serviva. Ma che colpa ne hai se stavano in offerta? meglio approfittare. Io difficilmente cambio il valore di qualcosa, difficilmente la svendo per brevi periodi. Non acquisto mai più del necessario che mi serve per vivere, un tot di cm cubici di Co2, un paio di litri d'acqua, vitamine, proteine e carboidrati qua e la.
Io non sono il mio supermercato, sono meno rigido e funzionale ma dannatamente più bello!
p.s. Adesso basta con cazzate eco-radical-chic. Devo scappare alla Pam che hanno messo la Coca-Cola in offerta.
La Russa: un esempio di cultura e rispetto.

«Comunque non lo leveremo il crocefisso! Possono morire! Il crocefisso resterà in tutte le aule della scuola,in tutte le aule pubbliche! Possono morire! Possono morire! Loro e quei finti organismi internazionali che non contano nulla!»
E cosi il gallo cantò tre volte.
Questo è la classica persona che non vorrei mai ritrovarmi d'avanti. Esempio di cultura infima e cameratismo fascista, quando non riesce a sostenere un dibattito (la maggior parte delle volte), deride o demonizza il suo interlocutore. E se proprio non ha la minima idea di come far capire e valere le sue posizioni, si butta in insulti xenofobi-razzisti e auguri di morte.
La mia domanda è:
Qualunque siano le vostre idee e schieramenti politici, davvero volete essere rappresentati da gente del genere?
$ Pezzi di carta $

De gregori si esibisce a X-factor. Canta "Vai in africa, Celestino" (molto male tra l'altro).Che ci deve andare andare a fare in Africa? che danno gli stessi soldi di X-factor?
Mettersi a fare "il suonatore Jones" con Morgan poi, è proprio segno di demenza senile.Penso che dall'aldilà De André l'abbia già tolto dagli amici di Facebook.
Quanto è brutto cancellare dal computer intere discografie.
Pessimismo e Fastidio.
Gli alieni siamo noi
Nientepopòdimenoenoeno che il telegiornale più in, fashion, irriverente, informato, serio e amato dai ciovani della televisione italiana: Studio Aperto (Mettere qui la vostra battuta), con la grandissima trasmissione di approfondimento culturale Misteri, mettono insieme le forze per darci la più grande trasmissione sugli ufo che abbiano mai fatto sulla terra. Anzi nell'intero universo conosciuto. Pensate che gli stessi alieni saputa la notizia sono subito corsi in redazione per farsi intervistare da Benedetta Parodi tra un piatto e l'altro nel suo cotto e mangiato.
Pensate sia finita qui? la trasmissione sarà condotta dal fantastico Enrico Ruggeri, e dalla sua voce calda e raffinata.
Notizie dal Fronte #1
Il giudice Raimondo Mesiano accusato di non essere imparziale e oggettivo. Un avvocato intervistato da "Il Giornale" sostiene di aver partecipato al cenone di Natale in sua compagnia, e di aver visto con i propri occhi biccheri, fazzoletti,tovaglia di colore rosso comunista.
La svolta di Tremonti "Credo nel posto fisso, in italia la mobilità lavorativa non va bene". Avrà mica paura che il prossimo governo non gli rinnovi il contratto?
Dalla Spagna arriva un software che riesce a contare le "teste" in una manifestazione o raduno. Finalmente possiamo sapere precisamente, quanti coglioni vanno raccogliere l'acqua del Po con Umberto Bossi.
Hope – Manifesto del Blog
Nella manifestazione del 3 ottobre per la libertà di stampa, Zoro con la sua solita ironia, era presente e saggiava le opinioni delle persone scese in piazza.
Una in particolare mi ha colpito. Parlava con molta calma, ma si capiva che le parole che usava avevano un carico di sofferenza, di frustrazione. Le sue parole sono state "Tutta questa gente vuole una rappresentanza politica. Unitevi, state insieme, non litigate e tirate fuori le unghie, io sono di sinistra, non so più per chi votare, fate opposizione vera!"
E mentre lo diceva si intravedeva un barlume di speranza nelle sue parole, che non si allontanavano dalla politica, ma cercavano disperatamente qualcuno a cui dare un voto, qualcuno che fosse degno di questo voto. Io mi sento di condividere le parole di quella donna. E le condivido perché anche io, sotto sotto, ancora ho speranza. Speranza di chi si aggira tra i problemi della quotidianità, e sogna ancora un mondo più giusto, più paritario, più degno per il genere umano. Speranza di chi, nonostante il vuoto lasciato dal più importante Partito Comunista occidentale, crede ancora che possa crescere una rappresentanza che quel vuoto ha stroncato, e che ora è riempita solo di marciume, di vecchie camicie, che nonostante tanti lavaggi, hanno sempre aloni di sporco, di quello ostinato, che non va via. Speranza di chi sapeva che Enrico Berlinguer era un esempio per tutti i partiti socialisti del mondo, che era forte, carismatico, profondo, una brava persona. Speranza di chi sa che persone come lui, leader, non esistono oggi. Non esiste nessuno che faccia politica per passione e che possa guidare la rappresentanza che il popolo chiede. Nessuno. E' inutile che Bersani (Leggi D'alema) o Franceschini (Leggi DC), si battano a colpi di finta amicizia per una poltrona scomoda. (Per non parlare del povero Marino, brava persona, ma non certo carismatico e capace di dare una svolta netta). Sono sempre la stessa camicia, che di quel rosso vivo originario, ha perso colore e smalto, ed è piena di nero, di paura, di bramosia del potere, di arrendevolezza.
Purtroppo non è solo un caso italiano (nonostante il classico saperci piangere addosso che mummifica il futuro). Purtroppo in tutta Europa, in tutte le democrazie del mondo, ci sono vuoti. Vuoti che l'ideologie dello scorso secolo non riescono a colmare. Perché si parla ancora con la vecchia etica, con le vecchie idee, con i vecchi modus operandi. Abbiamo bisogno di una nuova idea di pensiero, che guardi al passato, al secolo scorso. Che impari dai vecchi errori, e che si fonda con la società attuale, che sappia coniugare le nuove esigenze, speranze ed aspettative. Abbiamo bisogno di nuovi stimoli come genere umano, abbiamo bisogno di speranza. Speranza che ci faccia superare le paure e il terrore che i vecchi politici, ancora al loro posto, sanno sfruttare benissimo.
Io credo che un mondo diverso sia possibile. Utopia? Forse. Ma lasciatemi sperare.
