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23feb/100

Un paese per vecchi

La speranza di un cambiamento è sempre rivolta verso le nuove generazioni, sostanzialmente per due motivi.

  • I giovani hanno una marcia in più, da qualunque punto si voglia guardare la cosa: forza fisica, scaltrezza di pensiero, memoria, capacità di analisi, bellezza, salute, agilità, elasticità mentale, pochi preconcetti fissi (ancora).
  • Il secondo motivo è più semplice: i giovani non sono ancora assuefatti al sistema, che gli viene proposto. Hanno ancora quel barlume di onestà intellettuale per criticare il sistema nel quale vengo proiettati fin dalla nascita.

Un cucciolo di una specie, dalla nascita venie inserito in un meccanismo ben oliato. Ci sono alcune situazioni predisposte all'accettazione, alcuni contesti preposti a diventare le basi per la futura obbedienza. Le stesse leggi che altri hanno scelto molto prima della nascita del cucciolo. Questo succede in particolare nelle specie animali non dotate di raziocinio. Difatti nelle specie animali esclusivamente dotate di istinto, l'evoluzione sociologica è quasi nulla, e del tutto casuale.

Nell'uomo, animale dotato (teoricamente) di raziocinio sono esclusivamente le nuove generazioni che attuano o immaginano un cambiamento. Subito dopo la prima infanzia, che serve esclusivamente a "capire" il proprio corpo, i bisogni primari e come essi possono essere soddisfatti, arriva l'infanzia vera e propria, dove l'animale uomo scopre il mondo che lo circonda, lo esplora con molta curiosità e fa sue le leggi fondamentali che lo governano.

Nonostante il pesante bombardamento socio-mediatico fin dall'infanzia, c'è sempre un età, spesso quella adolescenziale, di "strappo" con le vecchie generazioni e con il sistema in auge. Praticamente nello sviluppo dell'animale uomo, appena c'è la possibilità di una minima critica razionale a quello che vogliono farci credere, al famoso pensiero unico, ci si butta a capofitto, alcune volte senza capire il perché dello strappo, ma si desidera solo che lo strappo ci sia. Ecco è proprio per questa rottura che tutti riponiamo nei giovani le speranze di un cambiamento.

Fosse cosi facile...

Il problema è che l'intera organizzazione socio-politica è in mano ai vecchi (e come vecchi intendo dai quaranta in su). Tutto è predisposto per il mantenimento del potere e la salvaguardia dei vecchi schemi e preconcetti. OVUNQUE. Scienza, religione, filosofia, economia, politica, società. OVUNQUE. Temono tutti il cambiamento, anche quello minimo. Non vengano affidati compiti con nessun grado di potere (o comunque minimo) perché tutto è incentrato al mantenimento della stabilità! Quando hai superato i quaranta (ma anche prima), non ti importa più di chiederti se è giusto o sbagliato, ti importa di finire la tua vita con il minimo sforzo e il maggior profitto. Cosi al lavoro non rispondi al tuo capo, a casa non rispondi a tua moglie, a tuo figlio non rispondi perché non ci parli proprio, non ti poni domande, non provi a discutere, non cambi una virgola se ti senti abbastanza sicuro. Smetti di essere un animale dotato di raziocinio e diventi un automa che l'unica domanda che si pone è: "elimineranno la tettona dal grande fratello?". Una volta si diceva di non fidarsi di chiunque abbia più di trentanni.. Il problema sorge dopo... una volta arrivato ai trentanni che fai? Come ti direbbe la salumiera: "sono due etti, che faccio lascio?". Ecco la parola giusta è lascio. Mollo. Mi sistemo. Metto su famiglia. Apro un mutuo. Trovo un lavoro sicuro. Mi compro un suv. Mi prendo la parabola. Vado in crociera. Imito le pettinatura delle star. Mi compro le cinte per giovani per sembrare giovane. E dopo un po' arrivi ad un punto in cui non ti importa se il mondo va su o giu, gira o rimbalza.. ti importa solo di aver ricaricato la postepay per pagarti il pornazzo in pay-per-view.

Allora io ti dico caro quarantenne-cinquantenne, perchè non ti fai da parte? perchè visto che non te ne importa un cazzo di quello che fai, delle tue scelte, del futuro non solo di tuo figlio ma anche di quello del tuo vicino, del futuro del mondo, del tuo paese o anche solo della tua famiglia, perchè non te ne vai a fanculo?

Perchè non cedi il tuo posto ad un povero laureato con lode in biotecnologie che prende 87 centesimi ogni chiamata di almeno due minuti in uno squallido call-center?

Capisco che non vuoi perdere la priorità acquisita, ma almeno abbi un minimo di coerenza per dire: "io non c'è la faccio,lascio a chi ha più voglia e motivazione di me. Mi sono accorto troppo tardi di essere una pedina irrimediabilmente marcia come tante e non posso più dare il minimo contributo al mio scopo, qualunque esso sia."

Troppo utopico?

Certo! Quale barone universitario lascerebbe 5400 euro netti al mese ad uno dei tanti tutor-tirapiedi che sperano un che un giorno muoia? Quale politico lascerebbe il suo posto ad un giovane motivato? Nessuno, senò come fa a trovare i soldi per la coca e le puttane? Quale scienziato sarebbe in grado ad ammettere che il suo modello-dogma è completamente da riscrivere ed accoglierebbe i contributi delle tanti menti brillanti che sono costrette ad andarsene o fare altro? e potrei continuare per ore..

Se posso riassumere in una frase:

Non c'è più speranza quando, prima del cuore, si ferma il cervello.

Vedi anche:
Sul problema giovanile
Cosa voglio fare da grande?