Fort Knox
In questi giorni ci sono state centinaia di polemiche sulla condanna a ventisei anni di reclusione per Amanda Knox, nella sentenza per l'omicidio di Meredith Kercher.
Tralasciando la sentenza, di cui non voglio parlare, in quanto non è una condanna definitiva, difatti ci sarà il secondo grado del processo, di competenza della Corte D'assise. La particolarità del caso invece è data inanzi tutto dalla mediaticità della vicenda. Un delitto feroce come tanti, ma proprio la sua efferata crudeltà ha coinvolto, come spesso ci hanno abituato, l'attenzione quasi fanatica dei media. (Come "la strage di erba", "l'infanticidio di Cogne" ed altri). Quindi un processo sotto i riflettori dove i giudici non possono sbagliare, ovvero se si pronunciano per innocenza o colpevolezza, devono avere prove certe di quanto affermano. Purtroppo è brutto da dire, ma quando questi casi raggiungono la grande notorietà, per gli imputati è sicuro che ci si facciano tutte le perizie, le contro-prove, gli esami, gli interrogatori. Perché al minimo errore, alla minima mancanza, scoppierebbe il polverone. Mentre per altri omicidi o crimini che rimangono nella provincia, si ha meno possibilità di un processo lungo e minuzioso. Sulla condanna in se, si può dire solo questo, aspettando che la giustizia faccia il suo (lento) corso.
Ma la cosa più interessante della vicenda è stata la reazione americana alla sentenza. Dall'America sono piovute critiche verso i giudici italiani, accusati di anti-americanismo. E non solo. Alcuni giornali americani hanno scritto:
Forse Amanda stessa è stata troppo onesta. Ha ammesso tutti le sue debolezze. Amava il sesso. Ha fatto uso di droga.
Perugia non è Roma o Milano, Perugia è una cittadina di provincia, culturalmente arretrata, per la quale Amanda rappresentava la quintessenza dei mali del mondo: americana, libera ed emancipata, venuta a “portar via” i loro bei ragazzi, Amanda rappresentava in tutto e per tutto quello che le madri di Perugia temono di più.
La Knox è naturalmente sensuale e ha suscitato il desiderio di almeno la metà dei giornalisti maschi. I commenti agli articoli spesso si concludono con: “Io me la farei ” o con altre allusioni sessuali. Avere un’etichetta non vuol dire, ovviamente, essere colpevole. Ma nel contesto di un crimine sessuale, non aiuta. La giuria ha ascoltato fin troppo le sue abitudini in camera da letto, e se l’è immaginata così mentre la guardava carina, seduta davanti a loro in jeans attillati e T-shirt.
Amanda la martire, una Giovanna d’Arco dei tabloid internazionali , un personaggio estremamente simpatico al centro di un mostruoso aborto della giustizia. [...] Non si tratta di chi ha ucciso Meredith Kercher. A causa di errori nelle indagini, cattiva gestione delle prove, e ogni sorta di pregiudizi, non ci sarà mai probabilmente una ragionevole certezza di colpevolezza (o di innocenza). Quindi, la storia è basata , in parte, su errori e pregiudizi“
Su queste insinuazioni ridicole c'è poco da dire, poco da controbattere. In slang americano si potrebbe dire: Bullshit.
Gli aspetti sui quali invece, mi preme soffermarmi sono altri. Partiamo dalle accuse sul nostro sistema giudiziario. Perché è singolare che sia proprio l'America a criticarlo. Un paese, dove i malati di mente vengano condannati a morte, dove la giustizia, viene praticamente fatta dalle vecchie sentenze e da una giuria "cittadina", dove centri di polizia scientifici sono stati smantellati per errori grossolani (ma questo non ve lo racconteranno mai, altrimenti chi guarderà più C.S.I?), dove infine da uno stato all'altro, passi da non aver commesso nessun reato a dieci anni di reclusione. Ma sarebbe troppo facile criticare il sistema giudiziario Americano, quindi mi basta dire che il loro sistema carcerario/giudiziario è basato su due cardini: spettacolarità (vedi arringhe finali ecc) e business sul condannato (lobby carcerarie con indennizzi statali, senza uno straccio di programma per la riabilitazione dei detenuti, difatti solo il 10% ha accesso a questi "privilegi").
Passiamo dunque alle famose accuse di anti-americanismo. Qua mi viene solo da ridere. Noi siamo il popolo che dopo la fine della seconda guerra mondiale ha osannato di più la "American way of life" e gli americani in se. Siamo il paese con la maggiore presenza di basi americane sul territorio, con la maggiore presenza di film americani nelle sale. Abbiamo (per fortuna mi ritengo estraneo), questo "complesso" di adorazione verso la grande democrazia Americana (inserite qui la vostra battuta), in confronto al regime stalinista. Gli americani per noi portano la pace, portano la speranza con le loro guerre, con le loro pressioni internazionali. La verità è ben diversa, non mi dilungo per non uscire fuori dall'argomento.
Dicevamo che tutto questo "anti-americanismo" non è proprio palese, anzi nel passato ci sono stati molti casi in cui, ci siamo prostrati alla magnificenza della giustizia americana, pagandone il prezzo. Chiedete a i familiari di Calipari, che tornava dalla missione per recuperare la Sgrena. O chiedete ai familiari delle dicianove persone morte nella tragedia del Cermis (i piloti americani lasciati liberi senza nessuna condanna). Chiedete loro se hanno apprezzato la giustizia americana.
Dio benedica l'America! le sue armi, le sue guerre, la sua giustizia, e la sua democrazia!

