Un paese per vecchi
La speranza di un cambiamento è sempre rivolta verso le nuove generazioni, sostanzialmente per due motivi.
- I giovani hanno una marcia in più, da qualunque punto si voglia guardare la cosa: forza fisica, scaltrezza di pensiero, memoria, capacità di analisi, bellezza, salute, agilità, elasticità mentale, pochi preconcetti fissi (ancora).
- Il secondo motivo è più semplice: i giovani non sono ancora assuefatti al sistema, che gli viene proposto. Hanno ancora quel barlume di onestà intellettuale per criticare il sistema nel quale vengo proiettati fin dalla nascita.
Un cucciolo di una specie, dalla nascita venie inserito in un meccanismo ben oliato. Ci sono alcune situazioni predisposte all'accettazione, alcuni contesti preposti a diventare le basi per la futura obbedienza. Le stesse leggi che altri hanno scelto molto prima della nascita del cucciolo. Questo succede in particolare nelle specie animali non dotate di raziocinio. Difatti nelle specie animali esclusivamente dotate di istinto, l'evoluzione sociologica è quasi nulla, e del tutto casuale.
Nell'uomo, animale dotato (teoricamente) di raziocinio sono esclusivamente le nuove generazioni che attuano o immaginano un cambiamento. Subito dopo la prima infanzia, che serve esclusivamente a "capire" il proprio corpo, i bisogni primari e come essi possono essere soddisfatti, arriva l'infanzia vera e propria, dove l'animale uomo scopre il mondo che lo circonda, lo esplora con molta curiosità e fa sue le leggi fondamentali che lo governano.
Nonostante il pesante bombardamento socio-mediatico fin dall'infanzia, c'è sempre un età, spesso quella adolescenziale, di "strappo" con le vecchie generazioni e con il sistema in auge. Praticamente nello sviluppo dell'animale uomo, appena c'è la possibilità di una minima critica razionale a quello che vogliono farci credere, al famoso pensiero unico, ci si butta a capofitto, alcune volte senza capire il perché dello strappo, ma si desidera solo che lo strappo ci sia. Ecco è proprio per questa rottura che tutti riponiamo nei giovani le speranze di un cambiamento.
Fosse cosi facile...
Il problema è che l'intera organizzazione socio-politica è in mano ai vecchi (e come vecchi intendo dai quaranta in su). Tutto è predisposto per il mantenimento del potere e la salvaguardia dei vecchi schemi e preconcetti. OVUNQUE. Scienza, religione, filosofia, economia, politica, società. OVUNQUE. Temono tutti il cambiamento, anche quello minimo. Non vengano affidati compiti con nessun grado di potere (o comunque minimo) perché tutto è incentrato al mantenimento della stabilità! Quando hai superato i quaranta (ma anche prima), non ti importa più di chiederti se è giusto o sbagliato, ti importa di finire la tua vita con il minimo sforzo e il maggior profitto. Cosi al lavoro non rispondi al tuo capo, a casa non rispondi a tua moglie, a tuo figlio non rispondi perché non ci parli proprio, non ti poni domande, non provi a discutere, non cambi una virgola se ti senti abbastanza sicuro. Smetti di essere un animale dotato di raziocinio e diventi un automa che l'unica domanda che si pone è: "elimineranno la tettona dal grande fratello?". Una volta si diceva di non fidarsi di chiunque abbia più di trentanni.. Il problema sorge dopo... una volta arrivato ai trentanni che fai? Come ti direbbe la salumiera: "sono due etti, che faccio lascio?". Ecco la parola giusta è lascio. Mollo. Mi sistemo. Metto su famiglia. Apro un mutuo. Trovo un lavoro sicuro. Mi compro un suv. Mi prendo la parabola. Vado in crociera. Imito le pettinatura delle star. Mi compro le cinte per giovani per sembrare giovane. E dopo un po' arrivi ad un punto in cui non ti importa se il mondo va su o giu, gira o rimbalza.. ti importa solo di aver ricaricato la postepay per pagarti il pornazzo in pay-per-view.
Allora io ti dico caro quarantenne-cinquantenne, perchè non ti fai da parte? perchè visto che non te ne importa un cazzo di quello che fai, delle tue scelte, del futuro non solo di tuo figlio ma anche di quello del tuo vicino, del futuro del mondo, del tuo paese o anche solo della tua famiglia, perchè non te ne vai a fanculo?
Perchè non cedi il tuo posto ad un povero laureato con lode in biotecnologie che prende 87 centesimi ogni chiamata di almeno due minuti in uno squallido call-center?
Capisco che non vuoi perdere la priorità acquisita, ma almeno abbi un minimo di coerenza per dire: "io non c'è la faccio,lascio a chi ha più voglia e motivazione di me. Mi sono accorto troppo tardi di essere una pedina irrimediabilmente marcia come tante e non posso più dare il minimo contributo al mio scopo, qualunque esso sia."
Troppo utopico?
Certo! Quale barone universitario lascerebbe 5400 euro netti al mese ad uno dei tanti tutor-tirapiedi che sperano un che un giorno muoia? Quale politico lascerebbe il suo posto ad un giovane motivato? Nessuno, senò come fa a trovare i soldi per la coca e le puttane? Quale scienziato sarebbe in grado ad ammettere che il suo modello-dogma è completamente da riscrivere ed accoglierebbe i contributi delle tanti menti brillanti che sono costrette ad andarsene o fare altro? e potrei continuare per ore..
Se posso riassumere in una frase:
Non c'è più speranza quando, prima del cuore, si ferma il cervello.
Vedi anche:
Sul problema giovanile
Cosa voglio fare da grande?
Sul “Problema giovanile”
Ogni giorno per le strade della mia città osservo gli adolescenti che escono da scuola. Ogni tanto mi capita anche di sentire i loro discorsi, quando per caso mi trovo seduto vicino, nei bus più trafficati.Ogni generazione è figlia di quella precedente, e in un certo senso nuova, con nuovi stimoli, nuova etica, nuovi valori.
De Andrè diceva "Io penso che non è che i giovani di oggi non abbiano valori, hanno sicuramente dei valori che non siamo riusciti a capir bene, perché siamo troppo affezionati ai nostri".
Sinceramente nonostante il mio impegno, non riesco a scorgere i valori delle nuove generazioni. Forse perché ormai l'etica di queste generazioni si è mischiata con la solitudine dell 'uomo, con la paura fottuta del futuro, con pesante pressione sociale e sopratutto economica. Cinquant'anni di Marketing, di pubblicità sfrenata, per arrivare alla tautologia IO=IO. Tutto qui. DEVI diventare qualcuno. DEVI indossare questo, o sarai out. Un disadattato. DEVI mangiare questo e quello, DEVI mangiare in questi locali. DEVI essere importante, stimato, pieno d'amici. DEVI avere la maglietta del momento. DEVI partecipare alla feste e ai prive del momento. DEVI fare i soldi, perché nessuno ti regala niente. DEVI fottertene dell'amore e dell'amicizia, perché sei solo. TU sei TU.
E grazie a chi siamo arrivati a questo? Grazie alle vecchie generazioni.
Le stesse vecchie generazioni che si elargiscono a detentori supremi dell'esperienza, della memoria storica, della cultura. Non siete riusciti a cambiarlo voi il mondo una trentina di anni fa, ed ora prendete di dirci cosa cazzo dobbiamo fare. Siete alla frutta, come questo mondo. Ogni volta mi faccio delle grosse risate, ad ascoltare bacchettoni.
C'è chi ti dice che i giovani sono poco informati.
Una parte dei giovani, diciamo una parte inconsapevole è poco informata. Avete provato mai a chiedervi il perché? Avete mai provato a pensare di chi è la colpa? La colpa è proprio vostra, cari bigotti del cazzo. L'informazione è fondamentale in una democrazia, è il cane da guardia del popolo, che consente di tenere sempre gli occhi vigili, che consente l'idea stessa di democrazia. Grazie al disinteresse politico e sociale, grazie alla corruzione, grazie all'assoggettamento alle lobby economiche, di cui siete tutti complici attivi o passivi, grazie a tutto questo che i giovani non sono informati. Nessuno gli ha mai insegnato cosa vogliono dire veramente parole come libertà di espressione, arrivismo sociale, attivismo cittadino. Nessuno. Avete preferito il centro commerciale al cinema impegnato, avete preferito le sere davanti alla cara amica televisione piuttosto che le assemblea cittadine. Avete preferito la verità più conveniente al vostro piccolo, ai vostri interessi invece che la VERITÀ' oggettiva dei fatti.
Pensate di avere la memoria storica che vi consente di prendere migliori decisioni di chi invece non c'è l'ha. Ma quale cazzo di memoria storica avete? Non siete riusciti a sapere chi è il mandate delle stragi di Falcone e Borsellino. Di Ustica. Del rapimento Moro. Del compromesso storico. Della svendita totale dello stato italiano. Della perdita di sovranità popolare. Della perdita dei diritti civili. Dell'omicidio Kennedy. E potrei continuare per ore. Allora quale minchia di memoria storica avere? Quella che vi hanno inculcato nel vostro cervellino bacato. E se qualche giovane si mette in contatto con gli altri attraverso la rete, prova a parlare, informarsi, fare luce sui vecchi e nuovi misteri storici, cosa fate? gli emarginate o gli etichettate come complottisti.
La storia la scrivono i vincitori. E voi state sicuramente state dalle parte dei vinti.
Quando guardate i giovani allo sbando e criticate, provate a chiedervi il perché dei mali delle nuove generazioni. Provateci, la risposta potrebbe essere in fondo a voi stessi, più vicina di quanto crediate.
N.b. Visto che ho ricevuto svariate critiche per il metodo con il quale ho espresso le mie opinioni, vorrei rendervi partecipe del fatto che è un post di rabbia, e come tale deve essere preso. Mi sono sfogato con queste parole. Comunque rimango sempre molto più signorile con questo articolo degli stessi che accuso nel suddeto, che di certo non hanno nelle loro qualità quella di esprimere la propria opinione serafici e nel rispetto dell'interlocutore.
