Sul “Problema giovanile”
Ogni giorno per le strade della mia città osservo gli adolescenti che escono da scuola. Ogni tanto mi capita anche di sentire i loro discorsi, quando per caso mi trovo seduto vicino, nei bus più trafficati.Ogni generazione è figlia di quella precedente, e in un certo senso nuova, con nuovi stimoli, nuova etica, nuovi valori.
De Andrè diceva "Io penso che non è che i giovani di oggi non abbiano valori, hanno sicuramente dei valori che non siamo riusciti a capir bene, perché siamo troppo affezionati ai nostri".
Sinceramente nonostante il mio impegno, non riesco a scorgere i valori delle nuove generazioni. Forse perché ormai l'etica di queste generazioni si è mischiata con la solitudine dell 'uomo, con la paura fottuta del futuro, con pesante pressione sociale e sopratutto economica. Cinquant'anni di Marketing, di pubblicità sfrenata, per arrivare alla tautologia IO=IO. Tutto qui. DEVI diventare qualcuno. DEVI indossare questo, o sarai out. Un disadattato. DEVI mangiare questo e quello, DEVI mangiare in questi locali. DEVI essere importante, stimato, pieno d'amici. DEVI avere la maglietta del momento. DEVI partecipare alla feste e ai prive del momento. DEVI fare i soldi, perché nessuno ti regala niente. DEVI fottertene dell'amore e dell'amicizia, perché sei solo. TU sei TU.
E grazie a chi siamo arrivati a questo? Grazie alle vecchie generazioni.
Le stesse vecchie generazioni che si elargiscono a detentori supremi dell'esperienza, della memoria storica, della cultura. Non siete riusciti a cambiarlo voi il mondo una trentina di anni fa, ed ora prendete di dirci cosa cazzo dobbiamo fare. Siete alla frutta, come questo mondo. Ogni volta mi faccio delle grosse risate, ad ascoltare bacchettoni.
C'è chi ti dice che i giovani sono poco informati.
Una parte dei giovani, diciamo una parte inconsapevole è poco informata. Avete provato mai a chiedervi il perché? Avete mai provato a pensare di chi è la colpa? La colpa è proprio vostra, cari bigotti del cazzo. L'informazione è fondamentale in una democrazia, è il cane da guardia del popolo, che consente di tenere sempre gli occhi vigili, che consente l'idea stessa di democrazia. Grazie al disinteresse politico e sociale, grazie alla corruzione, grazie all'assoggettamento alle lobby economiche, di cui siete tutti complici attivi o passivi, grazie a tutto questo che i giovani non sono informati. Nessuno gli ha mai insegnato cosa vogliono dire veramente parole come libertà di espressione, arrivismo sociale, attivismo cittadino. Nessuno. Avete preferito il centro commerciale al cinema impegnato, avete preferito le sere davanti alla cara amica televisione piuttosto che le assemblea cittadine. Avete preferito la verità più conveniente al vostro piccolo, ai vostri interessi invece che la VERITÀ' oggettiva dei fatti.
Pensate di avere la memoria storica che vi consente di prendere migliori decisioni di chi invece non c'è l'ha. Ma quale cazzo di memoria storica avete? Non siete riusciti a sapere chi è il mandate delle stragi di Falcone e Borsellino. Di Ustica. Del rapimento Moro. Del compromesso storico. Della svendita totale dello stato italiano. Della perdita di sovranità popolare. Della perdita dei diritti civili. Dell'omicidio Kennedy. E potrei continuare per ore. Allora quale minchia di memoria storica avere? Quella che vi hanno inculcato nel vostro cervellino bacato. E se qualche giovane si mette in contatto con gli altri attraverso la rete, prova a parlare, informarsi, fare luce sui vecchi e nuovi misteri storici, cosa fate? gli emarginate o gli etichettate come complottisti.
La storia la scrivono i vincitori. E voi state sicuramente state dalle parte dei vinti.
Quando guardate i giovani allo sbando e criticate, provate a chiedervi il perché dei mali delle nuove generazioni. Provateci, la risposta potrebbe essere in fondo a voi stessi, più vicina di quanto crediate.
N.b. Visto che ho ricevuto svariate critiche per il metodo con il quale ho espresso le mie opinioni, vorrei rendervi partecipe del fatto che è un post di rabbia, e come tale deve essere preso. Mi sono sfogato con queste parole. Comunque rimango sempre molto più signorile con questo articolo degli stessi che accuso nel suddeto, che di certo non hanno nelle loro qualità quella di esprimere la propria opinione serafici e nel rispetto dell'interlocutore.
Hope – Manifesto del Blog
Nella manifestazione del 3 ottobre per la libertà di stampa, Zoro con la sua solita ironia, era presente e saggiava le opinioni delle persone scese in piazza.
Una in particolare mi ha colpito. Parlava con molta calma, ma si capiva che le parole che usava avevano un carico di sofferenza, di frustrazione. Le sue parole sono state "Tutta questa gente vuole una rappresentanza politica. Unitevi, state insieme, non litigate e tirate fuori le unghie, io sono di sinistra, non so più per chi votare, fate opposizione vera!"
E mentre lo diceva si intravedeva un barlume di speranza nelle sue parole, che non si allontanavano dalla politica, ma cercavano disperatamente qualcuno a cui dare un voto, qualcuno che fosse degno di questo voto. Io mi sento di condividere le parole di quella donna. E le condivido perché anche io, sotto sotto, ancora ho speranza. Speranza di chi si aggira tra i problemi della quotidianità, e sogna ancora un mondo più giusto, più paritario, più degno per il genere umano. Speranza di chi, nonostante il vuoto lasciato dal più importante Partito Comunista occidentale, crede ancora che possa crescere una rappresentanza che quel vuoto ha stroncato, e che ora è riempita solo di marciume, di vecchie camicie, che nonostante tanti lavaggi, hanno sempre aloni di sporco, di quello ostinato, che non va via. Speranza di chi sapeva che Enrico Berlinguer era un esempio per tutti i partiti socialisti del mondo, che era forte, carismatico, profondo, una brava persona. Speranza di chi sa che persone come lui, leader, non esistono oggi. Non esiste nessuno che faccia politica per passione e che possa guidare la rappresentanza che il popolo chiede. Nessuno. E' inutile che Bersani (Leggi D'alema) o Franceschini (Leggi DC), si battano a colpi di finta amicizia per una poltrona scomoda. (Per non parlare del povero Marino, brava persona, ma non certo carismatico e capace di dare una svolta netta). Sono sempre la stessa camicia, che di quel rosso vivo originario, ha perso colore e smalto, ed è piena di nero, di paura, di bramosia del potere, di arrendevolezza.
Purtroppo non è solo un caso italiano (nonostante il classico saperci piangere addosso che mummifica il futuro). Purtroppo in tutta Europa, in tutte le democrazie del mondo, ci sono vuoti. Vuoti che l'ideologie dello scorso secolo non riescono a colmare. Perché si parla ancora con la vecchia etica, con le vecchie idee, con i vecchi modus operandi. Abbiamo bisogno di una nuova idea di pensiero, che guardi al passato, al secolo scorso. Che impari dai vecchi errori, e che si fonda con la società attuale, che sappia coniugare le nuove esigenze, speranze ed aspettative. Abbiamo bisogno di nuovi stimoli come genere umano, abbiamo bisogno di speranza. Speranza che ci faccia superare le paure e il terrore che i vecchi politici, ancora al loro posto, sanno sfruttare benissimo.
Io credo che un mondo diverso sia possibile. Utopia? Forse. Ma lasciatemi sperare.
